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La scuola diventa digitale: che cosa devono sapere i genitori 

Rivoluzione in classe. Alla parete grandi schermi multimediali con la webcam, sul banco pc per lezioni digitali, nello zaino libri elettronici per studiare meglio. Perché i ragazzi oggi si trovano più a loro agio con file e tastiera che con quaderni e penna

di Isabella Colombo  - 07 Ottobre 2009

Dimenticate lavagne e gessi. Gli zaini strapieni di libri sono già un ricordo e persino le fatidiche pagelle stanno per andare in soffitta. La scuola si rivoluziona. Parola d'ordine: tecnologia. «Le nuove generazioni la utilizzano quotidianamente per comunicare, socializzare, conoscere il mondo e apprendere» ha ricordato il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, presentando il progetto La scuola digitale. Per questo arrivano in classe pc, lavagne multimediali e libri elettronici. Lo scopo è innalzare il livello di informatizzazione della didattica italiana. Che, attualmente, utilizza in media solo otto computer ogni cento alunni. Contro i 19 dell'Inghilterra e i 27 della Danimarca. Ecco allora cosa cambia per studenti, insegnanti e genitori.

Lavagna addio: c'è professor web.

Internet in classe è il sogno di ogni alunno moderno. Sicuramente più a suo agio con mouse e tastiera che con penne e quaderni. La realtà si chiama Lim, cioè lavagna multimediale. È uno schermo enorme dove cliccare per aprire programmi, scrivere e soprattutto navigare. In alcune scuole all'avanguardia è già utilizzata. E quest'anno, il ministero ne invierà 16 mila in altrettante classi di scuola media. Serviranno agli insegnanti, per arricchire le loro spiegazioni con tutto ciò che offre la Rete, e agli studenti, per integrare le interrogazioni con i lavori svolti a casa e portati in classe con le chiavette Usb. Il risultato? «Il livello di attenzione sale, perché si parla il linguaggio dei giovani, quello tecnologico» dice Angelo Rampino, preside dell'Istituto tecnico commerciale Laporta di Galatina (Le). Che ha fatto istallare sulle sue Lim persino le webcam. Così, chi è a casa ammalato non perde la lezione. In più, il progetto ministeriale Cl@ssi 2.0 prevede di affiancare alle lavagne multimediali un computer in ogni banco, per sperimentare una lezione tutta digitale. Una bella sfida per gli insegnanti, spesso non così bravi come gli alunni a "smanettare" con il computer. «Il loro compito è guidare i ragazzi a usare in maniera critica e intelligente Internet e le nuove tecnologie» commenta l'antropologo Marino Niola. E il fascino di penna e calamaio? «Stupidate. I computer sono la nuova forma di alfabetizzazione. Amplificano le nostre possibilità di conoscenza: non si può e non si deve farne a meno». Ma i genitori, che associano spesso il pc alla playstation, agli occhi rossi e alle bollette salate, come la pensano? Un papà ormai celebre, quello della serie tv I Cesaroni, e cioè Claudio Amendola, non ha dubbi. «Per fortuna Rocco (il figlio di 10 anni, ndr) usa il computer a scuola. Poi, certo, a casa ha il gameboy e la play, ma così ci sta al massimo un'ora e poi va a giocare a pallone».

I voti e le assenze: è tutto on line.

Un clic per sapere se il ragazzo si è beccato un due, ha preso una sufficienza o ha meritato un bel voto. Bastano la password rilasciata dalla scuola e un collegamento a Internet per controllare in tempo reale registri e pagelle. Un servizio non ancora obbligatorio, ma già diffuso. «Niente più estenuanti colloqui di fine quadrimestre» commenta Marco Liorni, presentatore tivù e papà di Niccolò, 14 anni. «Poter aver sotto gli occhi, in qualunque momento, l'andamento scolastico di mio figlio, dal computer di casa, è una gran comodità». E lo è anche per gli insegnanti. «Non più costretti a lunghi consigli di classe per ricopiare i giudizi su ogni documento. Ora la valutazione si digita direttamente on line e senza errori» spiega Pasquale Arcano, segretario didattico al liceo scientifico Da Procida di Salerno, dove il 70 per cento delle famiglie ha aderito con entusiasmo alle pagelle elettroniche. Stesso successo per l'sms spia. È un messaggio che, grazie a un software nel computer della segreteria scolastica, avvisa i genitori quando i ragazzi marinano la scuola o entrano in ritardo. «Una novità che ha ridotto la percentuale degli assenti» racconta Carmen Delicato, segretaria amministrativa all'Istituto alberghiero di Cassino. «E che permette alle famiglie di controllare i figli, in un'età delicata».

Arriva l'e-book: si  sfoglia con il mouse.

Da sei a 10 chili. Lo zaino di uno studente, qualche anno fa, era a limite della trasportabilità. Poi, a dare sollievo alle schiene, sono arrivati i libri in fascicoli. Ora, il loro peso si misura in byte: ogni testo scolastico deve avere la sua versione elettronica (è obbligatorio dal 2011). Si acquista dagli editori su Internet e si consulta a video con una password. Un metodo che lascia perplesso chi ha più di 20 anni. «Leggere un libro per intero sullo schermo del computer a me sfinerebbe, stancherebbe gli occhi» commenta Giuseppe Culicchia, scrittore. «Ma capisco che i ragazzi di oggi sono così abituati a stare davanti al monitor che per loro, invece, studiare on line è una cosa naturale». E anche molte famiglie sono contente: l'e-book costa il 10 per cento in meno. Peccato, però, che gli editori abbiano messo in Rete ancora pochi titoli e che non tutte le scuole abbiano collegamenti a Internet efficienti e pc in abbondanza. Non solo. Il 30 per cento degli studenti italiani non ha neanche il computer a casa. Per questo l'e-book fatica ad approdare sui banchi: quest'anno, in molti istituti, non arriva neanche al due per cento. Senza contare che i nostalgici di carta e inchiostro non vedono di buon occhio il nuovo arrivato elettronico. «Anche io confesso che avrei qualche difficoltà a immaginare una libreria di file, anziché di volumi» commenta Culicchia. «Ma noi italiani siamo in coda all'Europa per numero di libri letti. Quindi, benvenuto e-book se riesce ad avvicinare di più i ragazzi alla cultura».

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