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Come risolvere i litigi tra fratelli? Con il metodo del "buon litigio" 

I consigli di Daniele Novara, pedagogista, per risolvere i conflitti tra bambini, a scuola e in famiglia

di Silvia Calvi

"Due fratellini possono litigare fino a 50 volte in un'ora" esordisce Daniele Novara, pedagogista e autore di Litigare fa bene (Bur) che, nella sede del suo Centro psicopedagogico per l'educazione di Piacenza (www.cppp.it) ha tenuto un convegno sul tema. "Si tratta di micro-conflitti che, in genere hanno sempre la stessa motivazione: "Voglio quello che hai tu (e non  ti dò quello che è mio)"". Può essere un giocattolo o il posto sul divano accanto alla mamma: i bambini non hanno filtri, esternano immediatamente la più piccola contrarietà.

Dopo anni di studi, e una ricerca sul campo presso alcune scuole di Torino, Daniele Novara ha così messo a punto un vero e proprio metodo. Quello del buon litigio. "I risultati ci hanno dato ragione, in classe come in famiglia, se messi nelle condizioni di gestire da soli i loro conflitti, i bambini trovano rapidamente un accordo. E, facendolo, imparano ad ascoltare il punto di vista dell'altro, a esprimere il loro e a trovare soluzioni. Tutte competenze preziose nelle relazioni sociali".  

Sfoglia la gallery per trovare, in breve, i passaggi base del metodo del buon litigio.

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