Mamme e bambini in prigione: liberi di crescere? 

I figli delle donne detenute possono restare in carcere con le mamme fino a tre anni in condizioni difficili: a Milano funziona da due anni l'unica struttura sperimentale alternativa. Un convegno e un film (con la partecipazione di Francesca Valla di "S.O.S. Tata") aiutano a riflettere su un problema purtroppo molto attuale

di Sara Sironi  - 30 Marzo 2009

I bambini da zero a tre anni detenuti nei carceri italiani sono circa 70 e ovviamente non hanno commesso nessun reato: la loro unica "colpa" è quella di avere una mamma che sta scontando una condanna, molto spesso per furto e spaccio di droga.

La legge prevede la creazione di "percorsi alternativi alla detenzione", ma spesso non viene applicata in modo completo e i piccoli crescono tra le sbarre subendo traumi legati al sovraffollamento, alla mancanza di spazio e di libero movimento. Risultato? Molti di loro hanno difficoltà nello sviluppo emotivo e cognitivo, soffrono di irrequietezza, facilità al pianto, insonnia, inappetenza, apatia.

A Milano i bimbi non stanno dietro le sbarre

In Italia l'unica eccezione positiva riguarda Milano: nel 2007 la Provincia ha messo a disposizione una sede per un Istituto a custodia attenuata per detenute madri con prole fino a tre anni (ICAM) grazie all'impegno dell'assessore Francesca Corso. In questa comunità possono essere accolte dodici madri con i loro bambini, sostenute da educatori specializzati e da programmi di recupero sociale e formativo.

I piccoli frequentano l'asilo nido della zona insieme agli altri bambini "liberi" e l'ambiente della casa è accogliente, colorato e non ricorda in nessun modo il carcere: gli agenti della Polizia Penitenziaria qui operano senza divisa, riducendo l'impatto emotivo senza ridurre il controllo.

Hai compiuto tre anni? Devi lasciare la mamma...

La legge permette alle mamme di tenere con loro i bambini fino al compimento del terzo anno: un compleanno da incubo perché dopo aver spento le candeline il bimbo esce dalla prigione, ma la mamma resta dentro. I piccoli vengono affidati alla famiglia (spesso ai nonni, se ci sono) o a una comunità dove resteranno finché la mamma non avrà scontato la sua pena.

Non c'è alternativa? L'8 marzo 2001 è stata approvata una legge  che porta il nome della senatrice Anna Finocchiaro: la norma prevede che le condannate con figli di età non superiore ai 10 anni, se non esiste un concreto pericolo di commettere ulteriori reati, abbiano la possibilità di espiare la condanna in strutture che non siano il carcere. Dov'è il problema allora? Sempre nell'applicazione concreta di questi provvedimenti.

Bambini in carcere: un film e un convegno

Il 3 e il 4 aprile al Centro Congressi della Provincia di Milano si svolgerà il convegno "Icam - Free to grow up" , promosso dalla Provincia di Milano nell'ambito di un progetto europeo sulla custodia di donne con figli.

Interverranno tra gli altri Filippo Penati, presidente della Provincia di Milano, Francesca Corso, assessore della Provincia di Milano all'integrazione sociale per le persone in carcere o ristrette nelle libertà e ai diritti dei bambini e delle bambine, il Ministro di Giustizia Angelino Alfano, il Sindaco di Milano Letizia Moratti, il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni.

L'appuntamento imperdibile sarà alle 10.15: verrà proiettato il film "Liberi di crescere" alla presenza della testimonial Francesca Valla, la famosa tata del programma televisivo "S.O.S. Tata" .

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