Mamme e chirurgia estetica: come reagiscono i bambini? 

Mamma è andata in ospedale, è malata? No, ma torna con la bocca strana, gonfia davanti e con un naso nuovo. Come reagiscono i bambini agli interventi di chirurgia estetica della mamma? L'esperta ci dice come spiegare loro perché lo si è fatto e trasmettere loro il messaggio corretto...

di Giulia Blasi  - 23 Ottobre 2008

Si parte da qui. E cioè da un libro che si prefigge di aiutare le mamme a spiegare a un figlio piccolo il perché di un intervento di chirurgia estetica. Che potrebbe anche, in teoria, spaventarlo: perché la mamma va in ospedale? È ammalata? E se non è ammalata, perché va in ospedale? Cosa c'è che non va? Perché torna e improvvisamente è gonfia davanti?

Un bambino piccolo può essere la causa indiretta dell'intervento stesso. «Capita abbastanza spesso di trattare donne che vogliono cancellare o attenuare i segni di una gravidanza» ci ha spiegato il prof. Maurizio Valeriani, chirurgo plastico e docente universitario. «Alcune vogliono farsi ridurre l'addome: in generale, se la gravidanza è recente consigliamo di aspettare dai sei ai dodici mesi, perché a volte Madre Natura provvede a fare sì che i muscoli riprendano tono. A volte si può intervenire anche senza ricorrere al bisturi, con massaggi endermologici associati alla radiofrequenza.»

Un altro intervento abbastanza richiesto è quello al seno: «Con la gravidanza e l'allattamento, spesso il seno si atrofizza. In quel caso, si può reintegrare il volume con una protesi, anche se in alcuni casi è necessario anche tirare la pelle.» Un'operazione che non è senza rischi: «Una percentuale - seppure minima - di pazienti richiede interventi successivi, e può avere fenomeni di rigetto o richiedere operazioni successive. La nuova generazione di protesi, comunque, è fatta per durare tutta la vita.»  Al di là del motivo per cui ci si opera, un'operazione di chirurgia estetica ha comunque delle implicazioni sul piano psicologico, sia per la paziente che per i suoi figli. «È necessario differenziare  il discorso in base all'entità dell'intervento a cui ci si sottopone: "piacersi di più" è un'aspirazione legittima e sana di ogni persona, che però non significa dover modificare troppo radicalmente la propria immagine con l'aiuto di un bisturi» ci ha spiegato la dottoressa Maria Teresa Lovallo, psichiatra e psicoterapeuta.

Chi ha un'immagine molto negativa o distorta di sé può infatti trasmetterla in famiglia: «La richiesta di un intervento di chirurgia estetica che cambi completamente l'immagine corporea può nascondere problematiche psicologiche che prima o poi, anche dopo l'intervento, si ripresenterebbero e può avere ripercussioni sui figli. Su queste problematiche sarebbe opportuno soffermarsi prima di sottoporsi ad un intervento troppo radicale.»  L'idea che con la chirurgia la mamma (e di conseguenza, chiunque altro) possa diventare più felice, può essere pericolosa se non trattata con le dovute cautele. È giusto quindi far comprendere ai figli che la chirurgia non risolve magicamente tutti i problemi. «Di fronte ad una madre che cambia completamente, o quasi, nei figli si possono attivare paure o fantasie onnipotenti di controllo del corpo» Questo è particolarmente vero per le bambine e le adolescenti, che possono vivere con difficoltà i normali cambiamenti del loro corpo durante la pubertà, e assorbire l'idea che ci sia in loro qualcosa di sbagliato. «E' rischioso trasmettere ad un'adolescente, in cui sono attivi normali processi di identificazione col genitore dello stesso sesso, un messaggio di rifiuto della propria immagine fisica. In questa fascia d'età il rifiuto del corpo può drammaticamente esprimersi, fra l'altro, attraverso la bulimia o l'anoressia.»  In ultima analisi, un intervento di chirurgia estetica non cambia la vita, anche se può aiutare a piacersi di più e a sentirsi a proprio agio. L'importante è trasmettere ai figli il messaggio che l'amore e l'accettazione degli altri non devono necessariamente passare per la forma fisica "perfetta". La bellezza fisica non è, non è mai stata un pass di accesso a tutte le aree della felicità.

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