Merende: perché fanno bene 

Merende e spuntini: l’esperto spiega perché è importante farli

 - 16 Aprile 2012

Fare merende e spuntini: fa bene alla salute, all’umore ed alla linea dei bambini ma anche degli adulti.

Lo spiega il Professor Marcello Ticca, medico nutrizionista: “Distribuire l’energia e i nutrienti durante la giornata è importante per mangiare e stare bene: una regola valida per tutti, ma ancora di più per bambini e ragazzi. La merenda, ma sarebbe forse meglio dire le merende, si inseriscono proprio nello schema alimentare suggerito da nutrizionisti e pediatri dei “cinque pasti” che comprende, oltre a colazione, pranzo e cena, due spuntini o merende, uno a metà mattina e uno a metà pomeriggio”.

Inserire due merende tra il pranzo e la cena serve anche ad arrivare ai pasti meno affamati e, così, più capaci di controllare ciò che si mangia.

Non solo, fare due merende al giorno, aiuta a stare meglio e a mantenere costante il livello di attenzione, migliorando le performance scolastiche, lavorative e sportive”.

Spesso, però, è difficile capire quali siano gli ingredienti per una buona  merenda: non devono sicuramente mancare un po’di proteine e di grassi, “specialmente se il bambino pratica  tutti i giorni un’attività sportiva”, vitamine e minerali. La base di una buona merenda però sono soprattutto i carboidrati: “che forniscono energia sia a rilascio rapido (zuccheri) che lento (amidi) e sono, quindi, importanti per compensare le richieste di energia  che servono a cervello e muscoli per ricaricarsi in certi momenti critici della giornata, come il centro della mattinata e  la metà del pomeriggio”.

Attenzione però, le merende di metà mattina – aggiunge il nutrizionista Marcello Ticca – non devono essere eccessive, “per evitare di arrivare al pranzo con meno appetito, ma sono utili per un miglior rendimento, sia fisico che psichico, nelle ultime ore della mattinata”.

Le merende di metà pomeriggio sono ancora più importanti e devono servire “per allontanare quella spasmodica ricerca di cibo quando si rientra a casa prima di cena o la voglia di un dolce la sera. Non dimentichiamo mai, comunque, che la quantità di nutrienti e di energia deve essere sempre proporzionata alla quantità di movimento che si compie. E oggi purtroppo bambini e ragazzi, oltre a dedicarsi raramente a quei giochi all’aperto che fanno lavorare i muscoli, camminano ben poco, anche perché nella maggior parte dei casi vengono accompagnati a scuola in auto e non tutti svolgono attività sportive integrative nelle ore libere.”

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Ringraziamo il Professor Marcello Ticca, nutrizionista e consulente scientifico di www.merendineitaliane.it

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