Quando i figli adottivi crescono 

Attaccatissimi alla famiglia, bravi a scuola, curiosi dei Paesi nei quali sono nati. Un convegno ci racconta che adulti sono diventati i bambini venuti da lontano

di Giusy Cascio  - 15 Novembre 2008
Tag: bambini, adozione

Laura Pensini ha tutta la vita davanti. Quando è arrivata in Italia dalla Corea, tra le braccia dei nuovi genitori, aveva 8 mesi. Il suo nome d'origine non lo sa, non lo ricorda. Oggi ha 34 anni, è laureata e si sta specializzando in Psicologia. «Gioco a golf e convivo con il mio fidanzato Alessandro» dice. «In Corea non ci sono mai stata, ma conto di farlo un giorno. Perché per me l'esperienza dell'adozione è proprio questo: un bel viaggio. Alla ricerca di se stessi, in una famiglia che ti accoglie e ti ama».

Come Laura, altri 364 ragazzi, tutti figli felicemente adottati, sono i protagonisti di una interessante giornata di studio che il Ciai, Centro italiano aiuti all'infanzia (www.ciai.it), organizza il 21 novembre a Milano, per i 40 anni di vita dell'associazione (nella foto Myung Badalotti, prima a sinistra in piedi, di origini coreane, con la sua famiglia italiana). Sul tema "Figli adottivi crescono, l'adozione di fronte alle sfide dell'età adulta".

In anteprima, la psicologa Alessandra Santona anticipa a Donna Moderna i risultati della ricerca che il Ciai ha commissionato all'istituto Eurisko. «È un'indagine svolta fra giovani adulti dai 18 a i 44 anni, provenienti in prevalenza dall'India e dal Sud America» spiega l'esperta. «A sorpresa, quasi tutti, l'86 per cento, hanno completato la scuola dell'obbligo senza problema di lingua o integrazione. E il 60 per cento di loro ha il diploma superiore».

Altro che classi separate... Ma la vita affettiva come procede? «Al primo posto nella top ten degli affetti c'è la famiglia» nota Santona. «Tra chi sogna di avere figli, ben il 32 per cento crede nella scelta di adottare un bambino». Segno che la loro storia personale è del tutto soddisfacente? «Sì, ma si può migliorare, creando un ponte tra il passato e il futuro, tra il Paese di origine e quello attuale» conclude la psicologa.

E per favorire questo scambio culturale e di emozioni, il Ciai lancia un numero verde a cui genitori e figli adottivi possono rivolgersi in caso di necessità: 800335110, attivo il lunedì dalle 14,30 alle 17,30 e il giovedì dalle 9,30 alle 12,30.

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