Razzismo: come parlarne ai bambini 

A scuola ha compagni di ogni etnia. Vede altre mamme, magari velate. O bimbi che qualcuno chiama "zingari". «Perché non cresca intollerante, bisogna parlargli per tempo» spiega la pedagogista

di Giusy Cascio  - 01 Marzo 2009

A scuola ha compagni di ogni etnia. Vede altre mamme, magari velate. O bimbi che qualcuno chiama "zingari". «Perché non cresca intollerante, bisogna parlargli per tempo» spiega la pedagogista Luisella Zucaro. Vediamo le tappe.

Da 3 a 6 anni

«È la fase del piccolo scienziato: il bimbo è incuriosito da ciò che è diverso da lui» dice l'esperta. «Spiegategli, con l'aiuto di disegni o foto, che gli occhi a mandorla e la pelle scura sono caratteristiche naturali fra esseri umani. Così come, in natura, una zebra ha forme e colori diversi da un ippopotamo».

Da 7 a 11 anni

Bisogna invogliare il bambino ad aprirsi alla diversità. Sfogliate l'atlante, fatelo viaggiare con la fantasia in Paesi lontani. Ma non riempitegli la testa di dati, raccontategli di cibi e riti speciali: ne sarà affascinato.

Dopo i 12 anni

«Ai più grandi, parlate chiaramente di razzismo» dice Zucaro. «Sottolineando che è importante non generalizzare (i Rom non sono "tutti ladri"). E che, anche se non siamo d'accordo con certe usanze, non possiamo criticare popoli e religioni senza conoscerli».

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