Ninna Nanna con il canto di mamma 

Ogni famiglia ha il suo rito della buona notte: i piccini ne hanno bisogno per tranquillizzarsi e abbandonarsi nelle braccia di Morfeo.    

 - 21 Novembre 2011

I rituali della buona notte , si sa, sono molto importanti per i bambini (anche per i “grandi” se ci pensate bene: ciascuno di noi, anche se adulto, ha i suoi rituali che possono essere una tisana, un libro da leggere, un film western o una commedia d’amore …). I bimbi hanno bisogno di ripetere gli stessi gesti tutti i giorni, specialmente la sera prima di addormentarsi, questo li rassicura e li fortifica.

Ogni famiglia, ogni nucleo di mamma/papà e bambino/i ha il suo rituale della buona notte. C’è chi legge una storia o una favola, chi la racconta, chi la crea, chi ascolta la musica. (Per i piccolissimi fino agli otto anni, è sconsigliata la televisione poco prima di andare a letto).

A casa nostra, la sera, si canta. Ed è bellissimo. Nessuno di noi è un cantante professionista né è particolarmente intonato ma prima di andare a letto, luci spente, solo una piccola luce soffusa anti-paura, comincia il concerto serale in cui si alternano le voci di papà e quella di mamma. I vetri non si rompono e i cuori si calmano. Il ritmo è sempre lo stesso, rigorosamente soporifero ma le strofe ce le inventiamo e spesso le cambiamo su richiesta dei bambini.

Ogni tanto il canto diventa un racconto, la storia della giornata. Questo, come per magia, calma gli animi, scioglie le emozioni, forse perché richiama alla mente le cose più belle e meno belle del giorno passato e le mette a riposare, gli amici più cari, le scoperte più affascinanti.

La  Ninna Nanna è un momento magico, tutto nostro, che abbiamo deciso di ritagliarci tra le mille corse della giornata e della sera, per mettere a letto i bambini e poi, finalmente, dedicarci a noi stessi e ai nostri rituali.

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