Scuola 2009: tutte le novità della riforma Gelmini 

Dal maestro unico ai test uguali per tutti in terza media, al tirocinio dei docenti. L'anno scolastico sta per partire all'insegna della trasformazione. Ma anche dei tagli e delle polemiche. Perché il 2010 è il banco di prova della riforma Gelmini. Che vuole un'istruzione sul modello dei Paesi europei

di Antonella Trentin  - 10 Settembre 2009

Sette milioni e mezzo di bambini e ragazzi hanno riempito gli zaini con il nuovo diario, i soliti cinque chili di libri di testo e stanno per varcare il portone di elementari, medie e superiori. Si ricomincia a studiare, ma in una scuola diversa. Molte regole sono cambiate: 32 mila insegnanti sono andati in pensione e non sono stati rimpiazzati, 10-15 mila precari non hanno ottenuto l'incarico e sperano in una supplenza. Li abbiamo visti in tv mentre sfilavano in mutande a Roma o si mostravano in catene davanti al Provveditorato agli studi di Milano.

L'anno 2009-2010 sarà ricordato per i tagli al personale? Sarà anche il banco di prova della riforma Gelmini che dovrebbe far risalire gli studenti italiani a quotazioni più dignitose nelle spietate classifiche dei Paesi Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico).

«Voglio creare una scuola di livello, che guardi al futuro, che si rinnovi anche attraverso scelte difficili che non possiamo rinviare» spiega a Donna Moderna il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. «Questo significa maggiore qualità, più laboratori, più formazione, più tecnologie e un legame stretto con il mondo del lavoro. Ma bisogna razionalizzare il sistema, innovandolo e tagliando gli sprechi. Solo una scuola del merito e del rigore darà poi un lavoro ai ragazzi».

Vediamo le novità

ALLE ELEMENTARI

Settembre segna  il debutto del famoso maestro unico o prevalente, figura adottata in molti Paesi europei. In altre parole, i bambini frequentano una classe con un solo maestro e un altro d'appoggio per alcune materie, come l'inglese. Non ci saranno più tre maestri dedicati a due classi, come in passato. Le famiglie hanno scelto tra diversi tipi d'orario: 24, 27, 30 o 40 ore a settimana. Si tratta di ore piene, cioè di 60 minuti, mentre l'anno scorso la campanella suonava dopo 50. Il 60 per cento ha preferito la formula delle 30 ore settimanali. Il 25 per cento ha scelto il tempo pieno (40 ore con due insegnanti), con un boom di richieste rispetto agli ultimi anni.

ALLE MEDIE

I cambiamenti riguardano l'ultimo anno. Oltre all'esame di terza media, i ragazzi dovranno sostenere le prove Invalsi. Si tratta di questionari stabiliti dall'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione, per verificare con identici criteri la preparazione degli alunni su tutto il territorio nazionale.

Queste prove faranno media con il risultato finale dell'esame. «È un modo per rendere più rigoroso l'esame» spiega Giovanni Biondi, capo dipartimento per la Programmazione del ministero dell'Istruzione. «È il sistema in vigore nei Paesi anglosassoni ed è il più efficace per monitorare il livello degli studenti. Presto lo estenderemo anche alle superiori, a conclusione di ogni anno. Questo offrirà alle scuole la possibilità di controllare l'apprendimento dei propri allievi e, se i risultati saranno buoni, le prove Invalsi potrebbero essere usate dagli istituti per farsi pubblicità e attirare nuove iscrizioni».

È stata invece sospesa per quest'anno (a causa di una sentenza del Tar) la scelta dell'inglese potenziato per chi si iscrive in prima media. Avrebbe permesso ai ragazzi di studiare una sola lingua, invece di due. Aumenta l'uso delle nuove tecnologie: sono arrivate le prime 10 mila lavagne digitali nelle scuole medie di tutta Italia. Basta toccare lo schermo per passare da un testo a un altro, per aprire un file multimediale che fa apparire, per esempio, un filmato sullo sbarco in Normandia o una foto sul virus dell'Aids. «Inauguriamo così un nuovo modo di studiare» spiega Biondi «che si consoliderà con l'adozione nel 2011 dei libri di testo digitali. Il libro diventerà qualcosa di vivo, interattivo, e grazie al pc e a Internet, consentirà approfondimenti e una più facile memorizzazione dei contenuti».

ALLE SUPERIORI

Per accedere alla maturità bisognerà avere ottenuto la sufficienza in tutte le materie. Ma la vera rivoluzione arriverà dopo. A gennaio, in incontri pubblici, le scuole illustreranno alle famiglie le caratteristiche dei nuovi licei che vedranno la luce nel 2011, e a cui i ragazzi dovranno iscriversi entro la primavera.

La scelta sarà tra Classico, Scientifico (con una variante scientifico-tecnologica), Linguistico (finora presente solo nelle scuole parificate), Artistico (suddiviso in tre indirizzi: arti figurative; architettura, design, ambiente; audiovisivo, multimedia e scenografia), Musicale e Coreutico, Scienze umane (con una variante economico-sociale). In tutti i licei la lingua straniera sarà obbligatoria per cinque anni e l'ultimo anno si studierà una materia, per esempio storia, in quella lingua. Gli istituti tecnici subiranno una sforbiciata radicale. Da oltre 200 indirizzi si ridurranno a nove Industriali e due Commerciali.  «Cambieranno anche le materie di studio» spiega Biondi. «Si baderà più alla qualità e alla solidità dell'apprendimento, che al sapere un po' di tutto, come ora».

PER I DOCENTI

Tra un anno la rivoluzione toccherà anche gli aspiranti docenti. Insegnare non potrà più essere un ripiego, ma una scelta. «Per diventare maestri bisognerà frequentare un ciclo universitario unico di 5 anni e dal secondo anno anche tirocini nelle scuole» spiega Giorgio Israel, capo del Gruppo di lavoro ministeriale per la formazione dei docenti. «Chi sceglierà invece medie e superiori, dopo una laurea breve di tre anni in un'area specifica, si iscriverà a un biennio di università magistrale. Seguirà un altro anno di studio con 470 ore di tirocinio gratuito. Le università saranno a numero chiuso, in rapporto alla quantità di insegnanti di cui avrà bisogno la scuola. Per la prima volta una parte della formazione dei docenti riguarderà i metodi d'insegnamento rivolti agli allievi con handicap». Un segnale importante di civiltà e professionalità.

IL CALENDARIO

In quasi tutte le regioni italiane le scuole aprono il 14 settembre, il 15 in Emilia Romagna, Friuli-Venezia Giulia, e Lazio, il 16 in Basilicata e Marche, il 17 in Sardegna, il 18 in Puglia e Sicilia, il 21 in Abruzzo.

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