Via con il vento 

Il magico mondo della vela è, per molti bambini, sconosciuto. Eppure, è un’attività sportiva adattissima anche ai più piccoli. Per scoprire qualcosa di più, ci siamo rivolti a Claudio Presutti, insegnante FIV e padre di due bambine.

 - 10 Novembre 2011
Tag: sport, vela, bambini, mamme

Sfatiamo il mito che la vela sia uno sport praticato e praticabile solamente in estate: i bimbi che abitano in città vicine al mare, lo praticano anche d’inverno e in tutte località si trovano corsi invernali. A partire dai sei anni, fino agli ottanta ed oltre, la barca a vela è uno sport completo in grado di favorire coordinamento e capacità di concentrazione oltre che un forte spirito di squadra.

L’età migliore per iniziare – ci ha spiegato Claudio – è intorno ai sette, otto anni. Prima di quest’età infatti, i bambini non hanno ancora sviluppate alcune capacità psico-motorie indispensabili. In particolare, non hanno una capacità di concentrazione sufficiente, né sufficienti capacità di coordinamento.

Abbiamo chiesto a Claudio, cosa secondo lui scopre un bimbo, praticando la vela. Ci ha risposto che: “la vela è un’attività formativa eccezionale perché insegna ai bambini a confrontarsi con l’ambiente ed, in particolare, con il vento e con le onde. Insegna la solidarietà. Non è un caso, infatti, che si dica “siamo tutti sulla stessa barca”. Insegna a vivere con gli altri, a sviluppare le proprie capacità di logica e di coordinamento”.

Non solo, “secondo me”, ci ha spiegato Caludio, “la vela è uno degli sport migliori per imparare a vivere e stare al mondo! Nella navigazione si incontrano una serie di situazioni che poi si riproducono nella vita: mettere alla cappa quando è brutto tempo; ridurre le vele quando il vento rinforza; restare in porto se il tempo non consente di uscire; saper prendere le onde per il verso giusto; navigando tenendo la barca nelle migliori condizioni.”

Claudio ha evidenziato anche un altro aspetto: per i bambini è molto importante praticare la vela individualmente ma anche in equipaggio perché imparano a contare sugli altri e a far contare gli altri su di sé.

La vela poi, come molti altri sport, ti insegna ad essere competitivo rispettando le regole: si fanno le regate e si gioca per vincere, ma rispettando le regole e l’avversario.    

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