Così piccoli, così stressati 

Se il tuo bambino ha strani malesseri
e improvvise paure, la colpa può essere dell'ansia. E tu puoi fare tanto per lui

di Laura D'Orsi  - 06 Aprile 2005

Anche i bambini soffrono di ansia. «Ma scoprirlo non è così semplice» spiega Francesco Montecchi, direttore del Dipartimento di neuropsichiatria infantile dell'Ospedale Bambin Gesù di Roma. «I bambini, infatti, fino ai 10 anni circa, esprimono disagi e angosce soprattutto attraverso malesseri fisici, come il vomito, il mal di testa, i dolori alla pancia o alle gambe. Tutti sintomi che possono sviare dal vero problema».

E anche una volta esclusa una causa fisica, per i genitori non è facile sapere come comportarsi. Sdrammatizzare o assecondare quei malesseri? È molto importante, innanzitutto, che i genitori mantengano il più possibile la calma. Per esempio evitando di chiedere continuamente al piccolo se si sente meglio, per non alimentare la sua preoccupazione. E aiutandolo nei momenti critici della giornata, quelli in cui più facilmente l'ansia si manifesta. Vediamo cosa fare.

>>Non sa staccarsi dalla mamma

«Molti bambini, quando attraversano un periodo difficile, non riescono a separarsi dalla mamma, anche solo per poche ore, soprattutto quando devono andare a scuola» dice Montecchi. «È più facile, allora, che si lamentino per il batticuore, il mal di pancia e il vomito». In questi casi non si deve sottovalutare il malessere, pensando che sia un disturbo immaginario. Meglio cercare di rassicurare il bambino, abbracciarlo, ma fare in modo che continui a frequentare la scuola. Se i genitori decidono di lasciarlo a casa, invece, penserà che sentirsi male porta dei vantaggi. E si rischia che lo faccia altre volte. Si potrà parlare anche con l'insegnante, chiedere di fargli preparare una camomilla e telefonargli alla ricreazione. E, dopo la scuola, bisogna cercare il modo di stare di più con lui e tranquillizzarlo.

>>Dorme male
Un altro momento delicato è il sonno. L'ansia si fa sentire di più proprio quando si è più vulnerabili, si hanno meno difese. Così le notti possono diventare agitate da incubi e risvegli improvvisi e anche addormentarsi può diventare più difficile. «Si può stabilire un tenero rituale prima di andare a dormire, che rassereni il bambino. Concedergli qualche notte nel lettone, se lo chiede, o almeno tenerlo con sé fino a che non riesce a prendere sonno» suggerisce l'esperto. Ma se questi disturbi non passano spontaneamente nel giro di qualche settimana, è opportuno rivolgersi a un neuropsichiatra infantile.

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