Il neonato arriva a casa 

Devi avere il tempo di riprenderti dal parto e di imparare a gestire le esigenze del piccolo: non si deve avere fretta di tornare subito in perfetta efficienza e si deve chiedere aiuto con serenità

di Laura D'Orsi  - 15 Giugno 2008

Eccoli finalmente uno di fronte all'altra. Dopo nove mesi vissuti in perfetta simbiosi, come un essere solo, mamma e bebè hanno bisogno ora di trovare nuovi modi per parlarsi, per "sentirsi" e per stare insieme.

È un'esigenza per entrambi: lei deve compensare quel vuoto improvviso, quella nostalgia di pancione e di teneri movimenti, e il piccolo continuare a sentirsi al sicuro, amato, contenuto.

Ci vuole del tempo perché questo succeda: non è facile fin da subito per una mamma capire le esigenze del neonato e questo può provocare in lei un sentimento di inadeguatezza.

Per sviluppare il naturale attaccamento verso il proprio bambino, la madre ha bisogno di trascorrere molto tempo con lui, di dedicarsi alla sua cura e non avere altre preoccupazioni.  Deve poi recuperare le forze dopo il parto e cercare di riposare quando il piccolo glielo concede.

A mano a mano che i giorni passano, anche il pianto del bebè sarà più facile da decifrare e creerà meno agitazione alla neo mamma. Se ci si rende conto che è troppo faticoso reggere ai ritmi che impone un neonato, non bisogna esitare a chiedere aiuto.

Domandare al papà o alla nonna di occuparsi del bebè per esempio un'ora al pomeriggio, e nel frattempo uscire per una breve passeggiata, aiuta a recuperare le energie e a sentirsi più serene.

Infine un consiglio: non si deve avere fretta di tornare subito in perfetta efficienza ed essere quanto prima autosufficienti: è un'esigenza che richiede uno sforzo eccessivo. Pensare: "non ho bisogno di nessuno" è una forma di orgoglio che va a scapito dei reali bisogni della mamma e del bambino e della serenità del loro rapporto.

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