Non solo latte 

Dopo i primi mesi, il piccolo ha bisogno di un maggior apporto di sostanze nutritive: ecco come modificare le sue abitudini senza provocare "rivoluzioni"

di Laura D'Orsi  - 12 Maggio 2008

Nel corso del primo anno di vita, il bambino compie dei progressi straordinari. La sua crescita ha una accelerazione senza pari: il peso per esempio, dalla nascita al compimento dell'anno, arriva a triplicarsi. Per questo, dopo i primi mesi di vita, il piccolo ha bisogno di un maggior apporto di sostanze nutritive, che il latte da solo non può fornirgli.

Inizia così lo svezzamento, quel periodo che serve ad abituare il bambino a mangiare altri cibi, a diventare cioè un onnivoro.

Iniziare con il piede giusto è importante, perché già da subito si pongono le basi per un corretto comportamento alimentare. Per i bambini allattati con il biberon, il momento più opportuno per iniziare le pappe è fra il quarto e il quinto mese, per quelli che prendono il latte della mamma, invece, fra il quinto e il sesto.

Ecco i suggerimenti per insegnare al bambino a mangiare in modo sano ed equilibrato e scongiurare così il rischio obesità ed altre malattie legate a una cattiva alimentazione:

utilizzare il più possibile prodotti genuini, meglio se preparati in casa;

inserire un alimento nuovo per volta, secondo la successione che il pediatra fornirà;

inserire nell'alimentazione del bambino alimenti tipici della tradizione mediterranea: cereali, verdure, frutta, olio d'oliva e pesce, quest'ultimo fin dal sesto mese (preferire all'inizio pesci più magri come sogliola, nasello, merluzzo);

non salare le pappe fino alla fine del secondo anno di vita per non sovraccaricare i reni e abituare il bambino a sapori troppo sapidi;

nei primissimi tempi non insistere troppo se il bambino non vuole la pappa perché fa fatica ad accettare la novità.

In seguito è meglio assumere un atteggiamento fermo e deciso e non offrire il latte al piccolo che non vuol saperne del cucchiaino. Una volta avviato lo svezzamento, però, i genitori devono imparare a rispettare le reali esigenze e l'appetito del bambino, assecondando i segnali di sazietà quando non ha più voglia di mangiare. L'imposizione infatti può avere un effetto controproducente e instillargli l'idea che solo mangiando può fare contenta la mamma.

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