Un regalone alla fidanzatina 

È soltanto un flirt iniziato da poco. Ma lui vuole spendere una fortuna per la sua ragazza. E ha chiesto aiuto a mamma e papà

di Laura D'Orsi  - 26 Maggio 2005

A 15 anni ha tanta voglia di regalare un braccialetto d'oro alla sua ragazza. E altrettanta disinvoltura nel chiedere ai genitori di pagare il regalo. Perché, dice, deve dimostrare il suo amore con un oggetto importante. «A questa età ogni innamoramento è per sempre e, quindi, merita un grosso investimento. Anche in denaro» spiega Daniela Bavestrello, psicoterapeuta dell'età evolutiva. «In molti casi, poi, il ragazzo non teme di fare brutte figure con la fidanzata che, a sua volta, per esempio, gli ha regalato il cellulare o l'Ipod. Oppure, vede che anche gli amici spendono una bella cifra e non vuole sentirsi da meno degli altri».

Che sia grande amore o bisogno d'omologazione, il buonsenso suggerirebbe che un adolescente non spenda dai 100 euro in su ogni volta che deve fare un regalo. «Però, non conviene dirgli di no e basta» riprende la psicoterapeuta. «È bene farlo riflettere sul fatto che sbaglia se crede di attribuire più valore a un sentimento con un oggetto costoso. Senza però sottolineare troppo la voce spesa. Gli adolescenti sanno come aggirare l'ostacolo, se i genitori non li aiutano.

Come è successo a una ragazzina che ho avuto in terapia: ha fatto fondere dal gioielliere gli anelli ricevuti per la prima comunione per regalare una fede al suo fidanzato. Dopo sei mesi la storia è finita, con il rimpianto di avere perso un ricordo». Quindi, meglio non opporsi in modo categorico e scendere a patti. Per esempio, dicendo che va bene il regalo importante, ma solo per una volta. «Così, si dà fiducia al ragazzo e si dimostra di rispettare la sua storia, come vuole lui. È un segnale di rispetto che lo aiuta a crescere e a non avere bisogno di esibirsi con regali di "peso"» dice l'esperta.

«Dall'altra parte, mettendo dei punti fermi, gli si fa capire che non può pretendere di avere tutto». Patti chiari, soprattutto quando si tratta di decidere chi pagherà. Ovvio che deve essere il ragazzo a farlo, risparmiando sulla paghetta o rinunciando a qualcosa. Serve per responsabilizzarlo perché è così che impara a impegnarsi per raggiungere un obiettivo. E il braccialetto d'oro diventa un progetto, e non un capriccio che i genitori dovrebbero assecondare.

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