Aborto: sì o no, comunque un dramma, per ogni donna 

Aborto: un dramma per ogni donna che lo vive

di Ignica  - 17 Ottobre 2012

Aborto: comunque la si pensi, comunque la si veda, favorevoli o contrari, per ogni donna viverlo sulla propria pelle è drammatico.

L’aborto viene chiamato tecnicamente interruzione volontaria di gravidanza e può essere praticato sino al novantesimo giorno dal concepimento, rivolgendosi ad un consultorio, quando “la donna che accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito”.

Dopo i primi novanta giorni dal concepimento invece, la legge 194, consente l’ interruzione volontaria di gravidanza “quando la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna; o quando siano accertati processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, che determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna”.

In Italia, si discute spesso della difficoltosa attuazione di questa legge e pochi giorni fa – come accade ogni anno - il Ministero della Salute ha pubblicato i dati relativi all’attuazione della legge 194, per l’anno 2011.

Sembra che in Italia, nel 2011, siano state effettuate circa 109.538 IVG; sembra anche che i tempi degli aborti clandestini siano quasi lontani ma non siano ancora scomparsi del tutto.
Se si è avuta una netta diminuzione del ricorso all’aborto da parte di donne di classi sociali elevate, per l’efficacia degli strumenti preventivi (dai consultori alla contraccezione) ma è aumentato vertiginosamente il numero delle donne straniere che ricorrono all’aborto, anche clandestino.

Questo perché gli strumenti di prevenzione dell’aborto non sono in grado di “arrivare” alle donne straniere, per ragioni culturali, linguistiche e, spesso, di degrado sociale. Non sembra invece ulteriormente aumentato il numero degli obiettori che si attesta sempre intorno al 69% dei medici circa.

Al di là dei dati del Ministero della Salute, l’aborto resta un dramma per ogni donna che lo vive.

I racconti delle donne che hanno subito, o scelto, di ricorrere all’aborto sono sempre drammatici: per una donna è una scelta che, in genere, non si dimentica per il resto della vita.

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