Anche il papà soffre di depressione post partum 

Non se ne parla mai, ma un uomo su due, dopo la nascita di un figlio, si sente impreparato ad affrontare le nuove responsabilità. Il primo passo per guarire è parlarne con la partner e lasciarsi aiutare. Per ricominciare da tre!

di Giorgio Bressa  - 28 Gennaio 2010

È arrivato nel mio studio Marco, neopapà in crisi nera dopo la nascita del suo primogenito. Un figlio cercato e atteso con grande pazienza, tenuto conto delle piccole difficoltà della moglie nelle ultime settimane di gravidanza. Era il coronamento di un desiderio che avevano espresso insieme, lui e Paola, fin dal momento in cui la loro storia si era avviata verso il matrimonio.

Marco racconta che il suo disagio era iniziato già prima che il bambino venisse al mondo, quando gli impegni lavorativi e le cure che sua moglie richiedeva lo avevano costretto ad alcune privazioni. Sembravano solo piccole cose, di cui apparentemente non sentiva la mancanza, e invece le partite di calcetto con gli amici e i weekend romantici con Paola erano importanti.

Un periodo difficile al lavoro lo aveva ulteriormente spaventato. Convinto fino a quel momento che in due avrebbero comunque saputo affrontare ogni cosa, temeva che la nascita del bambino avrebbe moltiplicato le difficoltà. In più, anche se sembrava duro ammetterlo, gli era mancata quella delicata ma bellissima intimità sessuale che era un vero punto di riferimento per l'equilibrio della sua relazione.

Ora Marco ricorda tutte queste sensazioni e si accorge che la nascita del bambino è stata un trauma anche per lui. Non riesce a stare vicino alla moglie come vorrebbe, è diventato intrattabile su ogni argomento, non sopporta il pianto del figlio e gli sembra che la sua vita sia ormai rovinata per sempre. È molto spaventato da queste sue reazioni e non capisce che cosa gli stia succedendo.

Il coach dice che: non è un argomento di cui si parli molto, ma anche gli uomini possono soffrire di depressione post partum. Capita addirittura a cinque padri su 10. Impreparati a svolgere il nuovo ruolo, incapaci di affrontare le responsabilità e le rivoluzioni che l'arrivo di un neonato comporta, non riescono a trovare un equilibrio con la partner ed entrano in depressione.

Questo disagio può avere gravi ripercussioni sulla vita di coppia e sulla crescita del bambino. Quando succede, allora, bisogna correre subito ai ripari, fare uno sforzo di responsabilità e di concretezza. Il primo passo è parlare con la partner e confidarle le proprie difficoltà, perché accettare di avere un problema è già un buon modo per risolverlo.

Bisogna anche stare molto attenti a non lasciarsi travolgere dai sensi di colpa che alimentano il disagio e impediscono di dare l'affetto dovuto alle persone vicine. Poi è importante cominciare, poco per volta, a entrare in contatto con il bambino in modo naturale, solo così si può acquisire l'esperienza necessaria a prendersene cura senza timore.

In questo percorso di avvicinamento la madre ha un ruolo attivo e molto importante. Può spiegare al marito come si fa il bagnetto al piccolo, quali sono i suoi giochi preferiti, come vuole essere cullato prima di prendere sonno. Bastano piccoli accorgimenti per avviare un circolo virtuoso. Pian piano sarà il padre a prendere l'iniziativa e a voler passare più tempo con il figlio. Scoprendo, finalmente, che in tre ci si può divertire molto di più che in due!

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