La depressione dopo il parto 

La settimana scorsa abbiamo parlato del baby blues, una forma lieve ma generalizzata di tristezza che si manifesta in quasi una donna su tre, dopo circa 24/36 h dopo il parto.

 - 06 Settembre 2011

Oggi parliamo di un male ben più grave dele baby blues, la depressione post partum che si manifesta dopo tre o quattro settimane dal parto e tende ad accentuare le sue manifestazioni nelle settimane successive.

Il Professor Roberto Pani, Professore di Psicologia Clinica presso l’Università di Bologna ci ha spiegato cosa accade nella donna: “una volta che la mamma ha partorito, comincia a sentire la preoccupazione di essere inadeguata e non capace nel portare avanti una crescita sana e che il bambino riveli e - per cosi dire - rispecchi i difetti di lei donna/madre. Inoltre può non sentirsi più bella, non in forma come prima, può sentirsi sola, specialmente se il partner e’ un po’ assente o non di grande supporto. Questa madre non può  più sentirsi la figlia di una volta, perché ora è lei una madre, irreversibilmente”.

Come intervenire e in quanto tempo si riesce ad uscire dal “tunnel”? Il Professor Pani ci ha spiegato che “normalmente la malattia può durare circa un anno, ma la situazione in qualche caso si potrebbe aggravare poiché alcune insicurezze latenti della donna-madre possono acutizzarsi in concomitanza dell’evento maternità e sommarsi”.

Quanto poi ai sintomi tipici che accompagnano la malattia, alcune madri possono soffrire di apatia, disperazione, anoressia, insonnia o ipersonnia stati confusionali, pianto improvviso, disinteresse per il bambino, angoscia di danneggiare il bambino e se stessa, euforia e melanconia in continua oscillazione, aggressività e violenza, sadismo e masochismo. “Inoltre, non sono rari stati psicotici perché i problemi di separazione del parto possono riacutizzare angosce primitive che riguardano aspetti del Sé primitivo, cioè del senso dell’essere completamenti soli e abbandonati e non sentire di farcela a tirare avanti”.

Cosa può fare chi sta vicino ad una persona affetta da depressione post-partum? Il Professor Pani ci ha ribadito che è importante “proprio essere vicino e non svalorizzare la sofferenza che realmente la madre prova”. E’ però anche necessario “correre ai ripari, cioè a cure farmacologiche e psicoterapeutiche. Il più delle volte con una buna cura la situazione dopo un po’ di tempo si normalizza, ma la cura e’ tempestivamente necessaria”.

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