Gravidanza extrauterina: sintomi 

Come si diagnostica una gravidanza extrauterina? Ne parliamo con l'esperta

di Serena Allevi
Credits: 

Olycom

 

La gravidanza extrauterina non è così semplice da diagnosticare e, soprattutto, i sintomi sono aspecifici (possono, cioè, essere ricondotti anche al decorso di una gravidanza normale). Per fare chiarezza, abbiamo chiesto l'aiuto della dott.ssa Francesca Testa, ginecologa presso il Centro Medico Santagostino.

«La diagnosi di una gravidanza extrauterina non è sempre semplice e non sempre può essere tempestiva. Vi sono certamente alcuni segnali (sintomi) che possono costituire campanelli d'allarme ma che, allo stesso tempo, potrebbero essere ascrivibili anche al decorso di una gravidanza normale. La gravidanza extrauterina è la condizione in cui la gravidanza si verifica al di fuori dell'utero, più spesso nella tuba (gravidanza tubarica) ma anche nelle ovaie, nel collo uterino e, seppur molto raramente, nella cavità addominale» spiega l'esperta.

I possibili sintomi

A livello fisico, ciò che la donna può sentire in presenza di una gravidanza extrauterina è molto simile alla sintomatologia di una gravidanza normale. «Tra i sintomi (aspecifici) di una gravidanza extrauterina, si annoverano perdite ematiche e dolore caratteristico al basso ventre di tipo mestruale. L'intensità di questo dolore è variabile da caso a caso: per alcune donne può essere lieve mentre, per altre donne, manifestarsi con più forza» continua la dott.ssa Testa.

«Il dolore, nella gravidanza tubarica, è causato proprio dalla dilatazione della tuba per far posto all'embrione. Questa dilatazione fa percepire alla donna un dolore, più o meno intenso, localizzato alla tuba coinvolta nella gravidanza» precisa la ginecologa.

«Non sempre, inoltre, la perdita ematica si verifica esternamente. A volte, infatti, ciò può avvenire anche internamente e, dunque, non essere visibile dalla donna. I segnali che possono far pensare a una gravidanza extrauterina sono, quindi, le perdite ematiche, il dolore localizzato (se la gravidanza è tubarica, circoscritto alla tuba coinvolta) e la mancata visualizzazione della camera gestazionale nella cavità uterina in sede ecografica» spiega la dott.ssa Testa.

La diagnosi

La diagnosi certa di gravidanza extrauterina avviene tramite visita ginecologica con ecografia transvaginale. «La diagnosi tempestiva di gravidanza extrauterina è di fondamentale importanza, poiché permette di monitorare la situazione nella sua evoluzione sin dall'esordio e previene anche un eventuale intervento chirurgico d'emergenza» continua la dott.ssa Testa.

«Se in sede ecografica non si visualizza la camera gestazionale in utero, il medico può prescrivere il dosaggio delle Beta-HCG (ormone della gravidanza) per monitorare la situazione. Una diagnosi tardiva di gravidanza extrauterina, o una mancata diagnosi, possono portare alla rottura tubarica e, di conseguenza, al verificarsi di un'emorragia per cui si rende necessario un'intervento chirurgico di emergenza» afferma l'esperta.

I fattori di rischio

«Ancor più che i sintomi, è importante considerare i fattori di rischio della donna. Questi ultimi sono una gravidanza extrauterina pregressa e recenti malattie ginecologiche che abbiano causato infiammazione pelvica (infezioni). Per questi motivi è sempre importante, per esempio, curare bene le vaginiti ed effettuare i controlli ginecologici periodicamente» precisa la dottoressa.

Se c'è una gravidanza extrauterina

Se vi è una diagnosi di gravidanza extrauterina tempestiva (al suo esordio), è possibile monitorare la situazione.

«Con una diagnosi di gravidanza extrauterina tempestiva, si monitora la situazione sottoponendo la donna a un dosaggio delle Beta-HCG dopo due giorni. Infatti, come esiste l'aborto in utero, esiste anche l'aborto fuori dall'utero. Non è raro che la gravidanza extrauterina si risolva da sé con un aborto e che non richieda, dunque, un intervento chirurgico» spiega l'esperta.

«Se la gravidanza extrauterina prosegue, invece, vi sono due strade: la terapia farmacologica e l'intervento chirurgico. La prima è possibile solo a determinate condizioni e va valutata caso per caso. La terapia farmacologica consiste nella somministrazione di un farmaco citotossico (tossico per le cellule). Negli altri casi, invece, si opta per l'intervento chirurgico prima di dover procedere d'urgenza» conclude la dott.ssa Testa.

© Riproduzione riservata
Pubblica un commento
mamme/Gravidanza/extrauterina-sintomi$$$Gravidanza extrauterina: sintomi
Mi Piace
Tweet