Gravidanza: ansie, sorrisi e... buon senso 

Sono incinta. E adesso? Barbara Sgarzi racconta come si vive con un "Bimbo a bordo", dribblando amiche petulanti e paure cosmiche

di Laura Carcano  - 08 Luglio 2009

Esami, diete, controlli, manuali di puericultura imparati a memoria. Ansia da prestazione già alla terza settimana, corsi pre-parto con obbligo di frequenza, futuri padri in tensione. E soprattutto l'assalto delle temibili madri perfette, pronte a dire la loro e a giudicare qualunque cosa facciate (o non facciate), a colpi di "io, invece". Aggiungete la sindrome di WonderWoman che vi vuole belle e desiderabili anche con il pancione, in ufficio fino al giorno del parto, in forma perfetta dopo solo un mese, dolce mammina che allatta ma anche grintosa business woman, rassicurante angelo del focolare e insieme compagna sexy e brillante. Et voilà, ce n'è abbastanza per avere voglia di fuggire su un'isola deserta...

Questo un brano della quarta di copertina del divertente libro che vi consigliamo.

Barbara Sgarzi, giornalista di lifestyle, amante dello shopping e delle serate tra amiche, rimane incinta e dopo un momento di smarrimento si pone la domanda più importante, "Come sopravvivere con stile alla gravidanza, ora?". Il suo divertente manuale Bimbo a bordo  (Morellini Editore 9,90 euro) è consigliato a donne che vogliono figli, che non ne vogliono, che ne hanno già e non ne vogliono più sapere o che vorrebbero un'altra volta il pancione.

"Improvvisamente, ragazze brillanti, piene di interessi, vivaci, si trasformano in monoliti con un unico argomento di interesse". Questa è solo una delle tante frasi in cui spieghi che le mamme di oggi ti hanno sempre terrorizzato prima della tua gravidanza. Le tue amiche e conoscenti mamme ti hanno più rivolto la parola dopo l'uscita del libro?

Sì, mi parlano ancora. Confesso che, essendo sincera ai limite dell'autolesionismo, non ho mai fatto mistero dei miei pensieri sulla mammitudine. Per cui, quelle che sono rimaste mie amiche negli anni, mi conoscevano già e tolleravano la mia tendenza "Erode"...

Nei paragrafi "Quelli che... la gravidanza" raccogli le frasi più assurde e stupide che ti sei sentita dire per 9 mesi. Le hai messe solo per divertire il lettore, vero? Dicci che sono inventate! Ma, soprattutto, dicci quale ti ha fatto più arrabbiare e quale più ridere.

Ehm...in tante sperano che siano inventate, ma purtroppo devo deludervi. Le ho ascoltate davvero tutte! E, qui sta il bello: non tanto o non solo da nonne e vecchie zie, che ci può stare. Anche e soprattutto da giovani madri insospettabili, che hanno una vita, un lavoro, eccetera. E' come se la maternità improvvisamente facesse regredire le donne in un medioevo popolato da superstizioni assurde.

Se all'inizio della gravidanza ti avessero detto che nessuna delle tue scarpe ti sarebbe rientrata (a una nostra amica lo hanno dato per certo), avresti rinunciato a diventare mamma o avresti aperto un mutuo per rifare il parco scarpe?

Beh, me lo hanno detto, ovviamente. Io ho fatto finta di non sentire e per fortuna non è successo. Diciamo che, per quanto io adori le scarpe, non è un buon motivo per rinunciare a un figlio! Propendo per il mutuo: magari avrei provato prima a rivendere le mie su eBay per tirare su qualche soldo...

Quando una donna scopre di essere incinta, a chi (per primo, per secondo e per ultimo) e in quale modo dovrebbe comunicarlo al mondo?

Per primo a rigor di logica dovrebbe essere il futuro padre, certo. Però in quei momenti, quando si vede la linea rosa sullo stick del test, il cervello va in pappa e magari l'istinto è telefonare alla migliore amica o, peggio, citofonare a quella comare della vicina di pianerottolo. Però sì, diciamo: primo, il futuro padre, secondo, la migliore amica (o la mamma o la sorella), per ultimo, vivendo in Italia dove la maternità è ben vista solo a parole, il datore di lavoro.

Qual è la cosa più terribile che succede o viene spiegata durante il corso pre-parto?

Un po' tutte...no, dipende. Io sono facilmente impressionabile, per cui non reggevo le descrizioni particolareggiate delle fasi del parto e dell'episiotomia (il "taglietto" che viene spesso praticato per velocizzare l'uscita del pupo). C'era chi invece crollava alle descrizioni del numero di poppate e conseguente cambio di pannolino dei primi mesi. In effetti, sembrava di ascoltare la descrizione di una catena di montaggio...

Cosa si può mettere addosso una donna nei primi mesi di gravidanza per essere comunque ben vestita e non apparire una mongolfiera coperta di stracci XXL? Negli ultimi mesi di gravidanza quale look consigli invece di adottare?

Nei primi mesi di gravidanza, se è fortunata, praticamente tutto; durante il primo trimestre il fisico resta più o meno uguale, basta far scivolare con accortezza l'attenzione dalla parte superiore a quella inferiore, privilegiando le gambe al punto vita, per intenderci. E magari valorizzando la scollatura, che è già più piena. Negli ultimi mesi, suggerisco leggings con casacche stile impero e pantaloni o jeans con l'elastico, quelli prémaman (se coprite l'elastico con una bella camicia, sembrano esattamente uguali a quelli che mettevate prima). E poi adesso mostrare la pancia è glam, per cui via libera a tutti i colori e le fantasie vi vengono in mente. Intanto, più magra non lo sembrereste comunque.

Una donna che ha figli, soprattutto se piccoli, può riuscire a mantenere amicizie con donne senza figli (e che magari nemmeno ne vogliono)?

Non può: deve. È un dovere morale. Frequentare solo donne con figli significa ridurre gli argomenti di conversazione a pannolini, pediatri, asilo e caccasanta. Per favore no: ampliate il cerchio delle frequentazioni e rimanete donne, oltre che mamme. Ci guadagneranno tutti: voi, il vostro compagno e i vostri figli.

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