Tornare in forma dopo un parto cesareo o un'episiotomia 

Fare movimento è sempre una buona idea, ma occorre fare attenzione in situazioni particolari: se stai allattando, se hai avuto un parto con ferite, se la diastasi non è ancora chiusa prendi queste precauzioni

di Cristina Sarto  - 20 Gennaio 2010

...si sta ancora allattando

"In questo caso, sono vietati tutti gli esercizi di tipo isometrico, cioè quelli in cui si mantiene la stessa posizione per diversi secondi, con un grande impegno muscolare. Movimenti spesso inclusi anche nelle lezioni di yoga. "Il motivo è semplice: è un tipo di allenamento che tonifica i muscoli in modo molto intenso e, di conseguenza, fa salire i livelli di testosterone nell'organismo" avverte Viviana Ghizzardi, personal trainer. "Il problema è che, se questa sostanza aumenta, diminuisce la produzione di estrogeni e progesterone, gli ormoni tipici della gravidanza, che in questo momento sono indispensabili per produrre il latte".

...la diastasi non è chiusa

Vuol dire che non è ancora il momento di tonificare la pancia. Che cos'è la diastasi? "È la separazione dei muscoli addominali, quelli che corrono verticalmente dallo sterno al pube" spiega Viviana Ghizzardi. "A mano a mano che il feto cresce, questi due fasci si spostano verso l'esterno per fare spazio al pancione. Può accadere perché la guaina tendinea che li unisce durante la gravidanza diventa molto più elastica e si distende. Se la diastasi è ancora aperta, è pericoloso fare gli esercizi per scolpire l'addome: durante lo sforzo, infatti, la pressione all'interno della cavità addominale aumenta e si rischia un'ernia". Come regolarsi? Di solito, più si è giovani, e si ha un corpo tonico, più il processo di riavvicinamento è veloce. In ogni caso, ognuno può controllare da sé lo stato dei propri addominali. "Basta sdraiarsi a terra con le gambe piegate e premere con le dita verso l'interno dell'addome" conclude l'esperta. "Se entrano leggermente, ma poi si fermano, significa che la parete addominale si è ricompattata. Se affondano, occorre imporsi uno stop e aspettare".

...c'è stato un parto cesareo

Prima di ricominciare con l'attività fisica, bisogna adottare le stesse precauzioni di qualunque altro intervento chirurgico. "Occorre cioè aver tolto i punti e, per qualche giorno, evitare di sottoporre la ferita a delle trazioni" spiega Viviana Ghizzardi, personal trainer. "Fatto questo, si può far lavorare tutto il corpo, addome compreso. Anzi, chi ha subito un cesareo deve concentrarsi ancora di più sulla tonificazione della parete addominale, in particolare del muscolo trasverso, e sugli esercizi per il pavimento pelvico. L'intervento, infatti, ha privato la donna di quel lavoro di spinte e contrazioni che, una volta terminata l'espulsione del feto, serve anche per fare rientrare l'utero nella sua sede. Un po' di ginnastica mirata, quindi, è l'ideale per rimettere tutto a posto".

...si è subita un'episiotomia

C'è una ferita, che va trattata con cura. È l'episiotomia, cioè l'incisione del perineo (il muscolo che c'è tra la vagina e l'ano) per allargare il canale del parto e facilitarlo. "I primi giorni dopo la nascita del bebè, è meglio non stare troppo tempo in piedi per evitare di sottoporre la parte incisa al peso degli organi interni" consiglia Carmen Martella, ostetrica all'Ospedale San Giuseppe di Milano. "Questo non significa astenersi dagli esercizi per il pavimento pelvico. Vanno fatti, ma solo in posizione sdraiata. Infine, per almeno 40 giorni dopo il parto è meglio evitare la piscina, così da mettersi al riparo da possibili infezioni, e la bicicletta".

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