In ospedale, presso strutture esterne o in casa? 

La scelta del luogo in cui avverrà il parto è molto importante: informati in anticipo sulle possibilità offerte dalla tua zona di residenza. Ecco le principali alternative

di Laura D'Orsi  - 05 Maggio 2008

Il parto in ospedale

In una struttura super medicalizzata o in un piccolo ospedale dove si pratica il parto naturale? Quando si sceglie il luogo dove si andrà a partorire occorre fare attenzione a diversi criteri, non solo a quello della vicinanza rispetto alla propria abitazione.Ci sono infatti diversi modi di far nascere il proprio bambino e ogni donna deve trovare quello che la fa sentire più a suo agio. Per questo la scelta dell'ospedale dovrebbe avvenire con un certo anticipo, almeno un paio di mesi prima della data presunta. Ecco punto per punto, le informazioni da chiedere al personale della struttura in cui si ha intenzione di partorire.

Se è previsto il travaglio attivo, cioè se c'è la possibilità di muoversi e di scegliere la posizione preferita.

Se il parto avviene solo sul lettino in posizione semisdraiata, o se invece si può effettuare il parto in acqua, in piedi, o su appositi sgabelli ostetrici. Lo raccomanda anche l'Organizzazione mondiale della sanità: ogni mamma dovrebbe essere lasciata libera di scegliere la posizione che preferisce durante il travaglio e il parto. Questo principio è stato recepito da molti ospedali dove sono possibili diverse alternative al tradizionale lettino. Non esiste infatti una posizione migliore di un'altra: l'ideale è riuscire a seguire l'istinto, in modo da assecondare nel modo più efficace l'intensità delle contrazioni e facilitare così al piccolo il compito di venire al mondo.

Se esiste un servizio di anestesia epidurale 24 ore su 24: in alcune strutture, ma sono la minoranza, c'è questa possibilità; in altre invece il servizio è solo a pagamento, in altre ancora è garantito solo in orario diurno.

Se è ammessa la presenza del partner o di una persona scelta dalla mamma in sala parto. Nei grandi ospedali, dove c'è un grande affollamento, questa possibilità non è sempre prevista.

Se le camere sono singole o a più letti. Le stanze singole e quelle a due letti sono ovviamente più confortevoli.

Se l'ospedale organizza un corso di preparazione al parto. È un modo per conoscere l'ambiente e il personale prima del momento fatidico.

Il parto nella casa di maternità

È la soluzione ideale per chi non vuol far nascere il proprio bambino in una struttura ospedaliera ma non se la sente di partorire a casa. Come suggerisce il nome stesso, la casa di maternità è una struttura non medicalizzata gestita da un'associazione di ostetriche, organizzata come un appartamento: la cucina, il bagno, una sala (dove si tengono i corsi di preparazione al parto e gli incontri con le neo-mamme) e la camera per il parto. La futura mamma appena avverte l'inizio del travaglio chiama l'ostetrica, e, se è giunto il momento, si reca nella casa. Qui, dopo la nascita del bambino, può rimanere insieme al papà per una giornata; una volta tornati nella propria abitazione mamma e bebè vengono seguiti domiciliarmente dall'ostetrica che ha assistito al parto.

Il parto in casa

Nell'intimità delle propria abitazione, come un tempo. Partorire a casa è una tendenza sempre più diffusa, ma non tutte le mamme che lo desiderano possono farlo. Ci sono dei limiti ben precisi per tutelare la salute della donna e del bambino, stabiliti dal Coordinamento nazionale ostetriche a domicilio.

I criteri principali sono:

gravidanza fisiologica

parto di un solo bimbo in posizione cefalica

assenza di patologie fetali note

peso neonatale previsto tra i 2500 e i 4200 grammi.

Le ostetriche che assistono i parti a domicilio seguono il principio della maggior sicurezza possibile, stabilito da un rigido protocollo. La futura mamma deve infatti superare una prima selezione durante la gravidanza, cui segue una riconferma alla trentottesima settimana. Per tutta la durata del travaglio le ostetriche controllano le condizioni di mamma e bambino e, se necessario, predispongono un  trasferimento in ospedale (che deve distare non più di 20 minuti dalla propria abitazione).

Per saperne di più puoi chiamare il collegio delle ostetriche della tua provincia (cerca sulle Pagine Gialle), la Segreteria dell'Associazione Nazionale Ostetriche Assistenza a Domicilio (tel. 06 57300707) o cliccare su www.nascereacasa.it.

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