La dilatazione 

Il collo dell'utero raggiunge i dieci centimetri di diametro e le contrazioni sono molto dolorose: è importante riuscire a non perdere il controllo

di Laura D'Orsi  - 06 Maggio 2008

Durante la gravidanza, il collo dell'utero è chiuso in maniera "ermetica". A partire dalla trentottesima settimana, il collo inizia a raccorciarsi per effetto delle contrazioni preparatorie. Quando inizia il travaglio vero e proprio, si appiana completamente, cioè fa un tutt'uno con la parete uterina, e grazie alle contrazioni sempre più intense che stirano le sue fibre muscolari, si dilata fino ad arrivare a circa dieci centimetri di diametro. In questo modo utero e vagina formano il canale del parto attraverso cui uscirà il bambino.

Fino ai quattro-sei centimetri di dilatazione normalmente le contrazioni sono abbastanza dilazionate e sopportabili. È nella seconda fase del travaglio che diventano più dolorose e ravvicinate, e portano il collo dell'utero a dilatarsi completamente. Questa fase può durare da trenta minuti a due ore e per la mamma è più impegnativa perché le contrazioni si susseguono con un ritmo serrato e si fa fatica a recuperare le forze nell'intervallo fra l'una e l'altra.

Succede a quasi tutte le donne avere adesso un momento di scoraggiamento, provare la sensazione di non farcela più, ma è necessario riuscire a mantenere la concentrazione e rilassarsi il più possibile attraverso la respirazione e le tecniche apprese durante il corso preparto. Sta per iniziare la seconda fase del travaglio e la nascita del bambino ormai è imminente.

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