L'anestesia epidurale 

Un piccolo catetere dietro la schiena e il parto diventa indolore: ma serve la presenza di un medico anestestista

di Laura D'Orsi  - 05 Maggio 2008

Molte mamme sono spaventate dall'idea di provare un dolore insopportabile durante il parto. Una soluzione può essere l'anestesia epidurale, che viene praticata quando il travaglio è ormai avviato e la dilatazione del collo è di due - quattro centimetri. La procedura richiede pochi minuti e non è dolorosa.

Consiste nell'introduzione di un sottile catetere di plastica dietro la schiena, grazie al quale si può iniettare un anestetico a livello della colonna vertebrale. La zona interessata è nello spazio presente tra la dura madre (il tessuto più esterno che riveste il midollo spinale) e il canale vertebrale dove passano i nervi che trasmettono il dolore del travaglio.

In questo modo si rende insensibile tutto l'addome, mentre le gambe mantengono la sensibilità. La mamma può perciò vivere la nascita del suo bambino in uno stato di totale coscienza, ma senza provare dolore. Molto raramente (nello 0,6-0,9 per cento dei casi) possono insorgere mal di schiena o mal di testa, che scompaiono nel giro di qualche giorno.

L'epidurale ha lo svantaggio di essere garantita 24 ore su 24 solo quei reparti di ostetricia che hanno un servizio di anestesia riservato esclusivamente alla sala parto. Se sei interessata a partorire con l'epidurale, parlane con il tuo ginecologo che ti consiglierà una colloquio e una visita specialistica all'ottavo mese con l'anestesista.

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