Allattamento al seno: fino a quando?

Credits: Instagram, leche_libre
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Spesso, anzi troppo spesso, le mamme mi domandano se il loro latte vada bene per il loro bambino, se sia poco nutriente o se ne abbiano abbastanza. Devono sapere che il latte materno è l'unico alimento completo, specifico e perfetto per la crescita del neonato.
Un altro timore delle mamme è se un allattamento prolungato possa essere dannoso per lo sviluppo psichico del proprio bambino. Diversi studi hanno messo in evidenza come i bimbi che hanno il seno a disposizione (come facevano le nostre bis bis nonne) lo abbandonano autonomamente e serenamente intorno ai 3 anni. Svezzare tutti i bambini intorno a 6 mesi o addirittura prima è sbagliatissimo perché ogni bambino segue una propria tappa evolutiva. I pediatri dovrebbero consigliare di svezzare il bambino quando il piccolo:
- Riesce a stare seduto da solo senza il sostegno di cuscini.
- Riesce a passare il cibo da una mano all'altra e a portarlo alla bocca da solo.
- Se non caccia la lingua quando gli viene poggiato un cucchiaio sul labbro inferiore.

Ecco poi tutti i motivi per i quali l'allattamento prolungato non è dannoso...

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Allattare un bambino fino a 3 anni non è né dannoso né inutile, come ci spiega l'ostetrica

L'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) afferma che un neonato dovrebbe essere allattato al seno in modo esclusivo per i primi 6 mesi di vita, senza introduzione di tisane, camomilla, acqua o cibo. Dopo i 6 mesi di vita l'allattamento dovrebbe proseguire in modo complementare al cibo fino ai 2 anni di età del bambino o fino a quando, madre e figlio lo desiderano. Queste indicazioni vogliono chiaramente dire che nell'allattamento prolungato non c'è una "scadenza" al latte che una mamma produce, che anzi è l'alimento perfetto per il bambino e che non si deve smettere perché la società lo "impone" o chi ci sta intorno critica la nostra scelta.

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