I suoi primi occhiali  

Le diottrie sono in calo e c’è bisogno delle lenti? Non è il caso di prendersela. Anzi, una montatura e un nuovo taglio di capelli possono rivelarsi dettagli che danno sicurezza  

di Valentina Giampieri  - 26 Agosto 2011

Per molti bambini mettere gli occhiali da vista è una specie di dramma. Si guardano allo specchio e non si piacciono ma, soprattutto, temono le reazioni di amichetti e compagni. Il che rischia di renderli insicuri, specialmente se il cambiamento coincide con il rientro a scuola.

Come convincerli che una nuova montatura può diventare il punto di forza di un nuovo look?

Inventando insieme una trasformazione, che comincia proprio dalla testa.

«Proponetegli un taglio di capelli» suggerisce Giuseppe Moio, titolare del Salone Moha di Milano e ambasciatore L’Oréal Professionnel. «Per le bimbe consiglio la frangetta, che allontana l’attenzione dagli occhiali. Dopodiché sostituirei i cerchietti (liberano il viso e richiamano gli sguardi sulle lenti) con qualche mollettina colorata in pendant con la montatura, da fissare su un lato appena sopra l’orecchio.

Un ultimo suggerimento è regalare alle ragazzine un prodotto per lo styling con cui inventare nuove pettinature».

Astuzie diverse per i maschi. «Direi niente tagli a caschetto, che con gli occhiali potrebbero dare un effetto nerd» avverte l’hair stylist. «Meglio un taglio corto, da spettinare con il gel modellante. Anche in questo caso giocare con i capelli sarà divertente per stupire i compagni e far dimenticare i famigerati “quattr’occhi”».

Se il segreto, con i piccoli, è riuscire a divertirli in ogni situazione, la regola vale anche per la scelta degli occhiali. «La mossa migliore è che i genitori lascino il bambino libero di girare per il negozio a curiosare tra gli scaffali e provare le montature che più gli piacciono» consiglia l’ottico Umberto Cavalli. «E intervenire solo dopo aver osservato le sue reazioni, dandogli qualche indicazione anche sulle forme più indicate per lui.

Se ha un viso triangolare la montatura giusta è allungata.

I faccini ovali vengono invece equilibrati da modelli squadrati. E se le montature rettangolari creano armonia su un viso paffuto, quelle sottili e ovali ammorbidiscono i tratti spigolosi».

Individuato il modello, è la volta del colore. «I tipi timidi e riservati di solito si buttano sulle sfumature tenui, mentre gli scalmanati vanno sempre dritto sulle tinte accese» osserva Cavalli.

Anche in questo caso, però, ci sarebbero dei suggerimenti. «Per esempio, le carnagioni chiare si accostano molto bene al blu, al rosa e al verde» continua l’ottico. «Le pelli ambrate vengono valorizzate dall’oro, dall’arancio o dal bronzo. E i colori accesi sono perfetti per chi ha un incarnato olivastro».

È importante,comunque, che i genitori ricordino sempre che sarà il bambino a portare gli occhiali e che, quindi, la decisione finale spetta a lui. «Probabilmente vostro figlio sentirà questo accessorio come un elemento in grado di renderlo più o meno attraente agli occhi dei coetanei» ribadisce Cavalli. «Perciò, se vuole osare un modello che mamma e papà non avrebbero neppure preso in considerazione, è giusto lasciarlo fare. Non essendo ancora condizionato dalle mode, sceglierà sempre e comunque ciò che lo fa sentire più a suo agio. E la decisione, soprattutto se inaspettata, può rivelare qualcosa in più sul suo carattere e sul suo stato emotivo».

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