Scrive male? Occhio a come tiene la penna 

La calligrafia dei bambini è sempre più disordinata?  Segui i consigli  dello specialista

di Silvia Calvi  - 20 Settembre 2012

“O” che sembrano “A”; “P” e “Q” senza gambetta: la calligrafia dei bambini è sempre più disordinata.

E 8 su 10 di quelli che arrivano in prima elementare impugnano male la matita. «Un problema perché, oltre a irrigidire i muscoli di spalla e braccio, con la postura sbagliata il piccolo scriverà in modo incomprensibile anche per se stesso» spiega Francesca Del Prete, logopedista e rieducatrice del gesto grafico per l’Aed (Associazione europea disgrafie).

Ecco i suoi consigli:

La posizione giusta

L’impugnatura corretta è “a pinza”: la penna va tenuta tra indice e pollice, mentre il fianco dell’anulare offre un appoggio. Non solo, i polpastrelli devono stare alla distanza di due dita dalla punta della matita.  L’esercizio utile

Per stimolare la motricità fine, serve impastare la farina. O allenarsi ad afferrare con l’indice e il pollice alcuni pezzi di pastina o delle lenticchie da infilare in una fessura.

La matita ideale

In commercio si trovano oggi anche matite triangolari, efficaci perché obbligano i polpastrelli a stare nella posizione corretta che, infatti, è detta“a triangolo equilatero”.

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