Calcio: sport per maschi e femmine 

Un'attività extrascolastica spesso dedicata ai maschietti ma adatta anche alle femmine per sviluppare il senso di appartenenza alla squadra

di Serena Sabella
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Corbis

Si parla molto poco del calcio femminile ed è un gran peccato. Un peccato perché nonostante non sia uno sport completo, come potrebbe esserlo il pattinaggio artistico per esempio, apporta comunque importanti benefici alla crescita psicologica e fisica dei bambini. Per questo dovrebbe essere praticato anche dalle femmine che, invece, a causa di preconcetti, lo trovano uno sport troppo mascolino.

Si tratta di una delle attività che più favorisce la socializzazione e lo spirito di gruppo, che insegna a mettere da parte il proprio egoismo per il bene della squadra. Per questo è molto adatto alle femmine che, per natura, sono più competitive dei maschi.
Uno sport che insegna a stare in società, a rispettare le regole, ad avere considerazione dei compagni di squadra e a sviluppare l'intelligenza logico spaziale.
È uno sport molto coinvolgente anche per la grande partecipazione di pubblico nei confronti di questa disciplina.

Come detto poco sopra, il calcio non può essere considerato uno sport completo, perché sviluppa solo la muscolatura delle gambe. A questo aggiungiamo il fatto che spesso le società di calcio trascurano una sufficiente preparazione fisica di base e il risultato finale è che per i bambini sarebbe meglio abbinarlo a nuoto o palestra.

Il vero e proprio calcio si intraprende verso i 7-8 anni, prima di questa età di solito viene praticato il minicalcio che si svolge in un campo ridotto, con delle porte più piccole e con un numero di bambini in squadra inferiore. Ma la differenza principale tra calcio e minicalcio è che non ci sono ruoli, che il bambino non sarebbe in grado di ricoprire perché ancora troppo piccolo. Il minicalcio, in definitiva, è una specie di ginnastica, un mix di esercizi propedeutici al calcio vero e proprio.
Un allenamento strutturato come il calcio prima dei 12 anni non è pensabile: il bambino non è pronto né dal punto di vista della coordinazione neuro-muscolare, né dal punto di vista delle capacità condizionali (forza, velocità, resistenza). Quella dei 12 anni, per questo, è anche l'età giusta per intraprendere l'attività agonistica.

 
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