Rosa per le femmine, blu per i maschi? Basta con gli stereotipi!

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    Rosa per le bambine e blu per i maschietti, oppure... l'opposto? Nell'edizione del giugno 1918 di Earnshaw’s Infants’ Department, rivista di settore, leggiamo ciò che veniva accettata come regola comune: il colore rosa, più intenso e forte, era considerato ideale per i maschi, mentre le sfumature del blu, più graziose e delicate, adatte alle femmine. Un inizio Novecento in cui non mancano ritratti di maschi in gonna e lunghi boccoli: la sottana lunga, o vestina, sarà comunemente utilizzata per ogni bambino, fino agli anni Quaranta. «Amy ha messo un nastro azzurro al maschio e uno rosa alla femmina, come si usa in Francia, in modo da distinguerli senza sforzo» scrive Louisa May Alcott in Piccole Donne: la moda diventa un dogma. La questione non ha semplicemente a che fare con un colore, bensì con gli stereotipi di genere: impariamo a smascherarli, nella vita di ogni giorno.

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    Secondo un'indagine del 2014 in Italia il 98,6% degli uomini non fa il bucato e non stira,  il 70,5% abitualmente non fa la spesa, mentre il 73,5% non apparecchia (né sparecchia!) e il 58,3% non cucina. Davvero la gestione della casa è una questione femminile? Imparare a fare la spesa in modo critico, cucinare o sapersi stirare una camicia sono una risorsa per tutta la vita.

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    Correre per i prati e arrampicarsi su un albero rendono l'educazione di un bambino libera, spensierata, in grado di confrontarsi con la natura, una grande maestra di vita. Una bambina particolarmente vivace di solito viene chiamata maschiaccio, eppure è perfettamente normale che abbia voglia di muoversi, sperimentare il corpo e la flessibilità. Iniziamo a utilizzare un vocabolario diverso e stimolare indistintamente i bambini verso una vita libera e attiva.

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    Succede, anche i maschi piangono. Le emozioni (per fortuna!) sono patrimonio di tutti noi. Le lacrime bagnano le guance, perché succede a tutti di provare un forte dolore, un dispiacere improvviso, il sapore della nostalgia. I maschi piangono e spesso lo fanno in segreto: nessuno dovrebbe sentirsi dire frasi come "Smettila di piangere come una femminuccia". Iniziamo a trattare la nostra tristezza in modo diverso: "Piangiamo insieme, sono qui e sento il tuo dolore".

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    Quando diventi papà nessuno ti spiega come imparare a fare una treccia o pettinare la tua bambina con creatività: di solito questo lo fanno le mamme! Adesso non più: Phil Morgese ha iniziato il primo corso con sua figlia Emma, oggi la Daddy Daughter Hair Factory, in Florida, comprende 13 papà che collaborano con oltre 60 associazioni per diffondere lezioni e tecniche. Imparare a pettinare le proprie figlie diventa un modo per rafforzare la relazione e trasmettere un messaggio importante: "Sei bellissima, ti vedo".

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    Giocare con le bambole o medicare un peluche è da bambina? Cordelia Fine nel suo libro Delusions of Gender lo chiama neurosessismo, neurosexism. La ricercatrice, che appartiene alla Melbourne School of Psychological Science, punta l'attenzione sui messaggi lanciati dai produttori di giocattoli. Dalle lavatrici in miniatura al set (rosa!) al robot sono tanti i giocattoli che evocano femminile e maschile in maniera superficiale. Dietro alle sfumature di un packaging spesso troviamo uno stereotipo di genere. Bambine e bambini vengono trattati in maniera sempre più massiccia come potenziali consumatori.

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    I bambini amano i trucchi e i mascheramenti perché da piccoli veniamo magneticamente attratti da ciò che ha un colore intenso, siamo naturalmente curiosi, i misteri ci affascinano. Dare a un bambino la possibilità di immaginarsi per un attimo in modo diverso significa imparare a giocare con il proprio corpo e con la fantasia. Ben diverso il messaggio che spesso viene dato alle bambine: "Mi metto il rossetto come la mamma" è solo un gioco. Una cosa è iniziare a osservarsi e trovare delle somiglianze, un'altra è pensare di dover essere sexy come una donna adulta.

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    Pantaloni o gonna? Le discriminazioni di genere avvengono anche nei luoghi di lavoro, per questo è importante riflettere un po' di più sul tipo di educazione che desideriamo dare a bambini e bambine. Il primo libro di Giorgia Vezzoli, autrice di "Ti amo in tutti i generi del mondo" nasce così, da una cartella con Spiderman e tante prese in giro. Nel suo primo libro "Mi piace Spiderman...e allora?", terzo classificato al Premio Letteratura Ragazzi di Cento, Giorgia prende spunto da sua figlia e il suo zaino di scuola: nasce Cloe, una bambina con la passione per... i supereroi.

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    Crescere significa non accontentarsi delle semplici regole, desiderare risposte più profonde: le solite spiegazioni non bastano più. Le frasi urlate, i "No, perché lo dico io" o "Non hai abbastanza esperienza" non si dimostrano efficaci. Gli adolescenti vogliono capire, non si accontentano, si innamorano (tutti, indistintamente), hanno bisogno di scoprire e sperimentare il corpo. Brufoli e acne sono un problema anche per i maschi, l'accettazione del proprio corpo è una questione fondamentale per ogni bambino in viaggio verso l'età adulta.

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    Rugby e calcio per i bambini, danza classica se sei una femmina? No, grazie. Esistono maschi interessati alla danza e bambine attratte dal calcio. La sfida è imparare a osservare i nostri figli, dare loro la possibilità (meravigliosa!) di sperimentare per qualche mese discipline diverse e accettare le scelte dei bambini.

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    Che cosa vuoi fare da grande? L'importante non è darsi una risposta, ma continuare a farsi questa domanda... ogni giorno, anche da adulti! Perché i sogni cambiano e con l'età si trasformano: anno dopo anno crescono insieme a noi, si scontrano con le esperienze di vita, diventano formato famiglia quando ai nostri si aggiungono quelli dei piccoli. Fare un viaggio alla scoperta del mondo, curare gli animali o creare torte, iniziamo a chiedere ogni giorno ai bambini (e a noi stessi!) che cosa desideriamo fare: immaginare se stessi in modo nuovo è un allenamento di felicità quotidiana.

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Dai colori dei vestiti alle scelte sulla scuola o lo sport, gli stereotipi di genere si nascondono ovunque. Impariamo a smascherarli. Dieci ispirazioni per un'educazione consapevole

Che cosa accadrebbe se avessimo l'opportunità di conoscere le persone al di là del sesso di appartenenza? Gli stereotipi di genere si nascondono nelle piccolezze della vita quotidiana: modi di dire e schemi di pensiero che rivelano una certa configurazione del mondo. Andiamo oltre, proviamoci. Per combattere gli stereotipi e sperimentare relazioni più vive, sincere, autentiche.

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