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Chi ci sarà sotto la maschera? 

Ogni anno sfidando il freddo di febbraio adulti e bambini fanno festa, si travestono e si mascherano. C'è chi impiega mesi per crearsi il costume con ago e filo, carta o stoffe, in preparativi che sono già un grande spasso. Così, dopo tante annate di cortei e coriandoli, resta un solo dubbio: ma esiste una festa più divertente del Carnevale?

di Michela Mattei  - 28 Dicembre 2007

C'era una volta il Carnevale

Il Carnevale è una festa così antica che nemmeno l'origine del suo nome è certa.
I più sostengono derivi da carne-levare poiché il Carnevale cade prima dell'inizio della Quaresima cristiana in cui non si mangiava la carne e si doveva fare penitenza.

Al di là del nome, in tutte le epoche esistevano dei momenti in cui si poteva dare libero sfogo alla voglia di sovvertire le regole dello stare insieme e queste tradizioni sono confluite nel Carnevale.
Le notizie di questi festeggiamenti prima della Quaresima cominciano nel Medioevo, un'epoca dove le norme e la morale erano molto rigidi.

Il Carnevale era così una specie di valvola di sfogo: tutto o quasi era permesso, il mondo poteva andare alla rovescia.
E così gli uomini si travestivano da donne, si copiavano gli abiti di popolazioni esotiche e lontane, il povero diventava ricco, l'onesto faceva il brigante, oppure si rappresentavano le stagioni, gli animali, la natura e molto altro.

Oggi il Carnevale ha perso la sua carica "liberatoria", ma grazie alla popolarità delle maschere e al divertimento che comunque accompagna quanti sfilano per le vie, resta una delle ricorrenze più amate e popolari d'Europa. Pensate soltanto a quante associazioni esistono in ogni parte d'Italia che si dedicano alla creazione dei carri e alla preparazione dei costumi.

La nascita di Pulcinella e dei suoi compari

L'uso delle maschere comincia con la Commedia dell'Arte dalla fine del '500.

In questo tipo di teatro non c'erano dei copioni che venivano imparati a memoria e recitati, si usavano i canovacci, testi che descrivevano a grandi linee la struttura della storia; la recitazione era lasciata alla libera interpretazione e all'improvvisazione degli attori. I protagonisti delle varie commedie erano personaggi tipici, che venivano rappresentati con delle maschere sempre uguali, in modo che il pubblico potesse riconoscerli.

Tra i più noti vi erano i servitori, distinti grosso modo in due categorie: i più scaltri che riuscivano sempre a cavarsela come Brighella, Beltrame, Truffaldino, Stoppino, e i servi pasticcioni che non ne combinavano mai una giusta, con sommo divertimento degli spettatori. Tra questi Arlecchino e Pulcinella che sono diventate le maschere più famose.

Altri personaggi tipici erano il signore sapiente, o meglio saccente, Dottor Balanzone, oppure il mercante avaro Pantalone, la bella e dolce servetta Colombina.

Le maschere più famose

Ecco la descrizione di alcune tra le maschere più note. I personaggi sono quasi sempre maschili, ma negli ultimi anni anche le bambine amano vestirsi da Pulcinella o da Arlecchino.

Pulcinella

Tipica maschera napoletana, ha la gobba e il naso adunco, veste con un camiciotto e un pantalone, entrambi bianchi, e una mascherina nera. Impertinente, pazzerello e chiacchierone, di mestiere fa il servitore, ma cerca sempre di non lavorare.

Il suo nome deriva da Polece, pulce.

Balanzone

È la maschera tipica di Bologna, dove nacque la prima università in Europa. è burbero e brontolone, vuole dimostrare di essere un grande sapientone quindi parla e soprattutto straparla appena può. Indossa un abito e una lunga toga nera dalla quale spuntano un grosso colletto ed i polsini bianchi.

Il suo nome deriva da Balanza, bilancia, simbolo della giustizia e degli studi legali.

Arlecchino

Una delle maschere più amate ha un nome che viene direttamente.dall'inferno: il germanico Hölle König (re dell'inferno), traslato in Helleking, poi in Harlequin.  Arlecchino è un servo irriverente e scanzonato, che ama far scherzi e divertire le persone. La sua origine è bergamasca (bergamasco era l'attore che lo portò sulla scena, Alberto Naselli), il suo abito è una corta giacchetta con calzoni attillati coperti di pezzetti di stoffa di vari colori messi senza ordine, mezza maschera nera col naso adunco, berrettone nero morbido in testa.

Gianduia

Famosa maschera piemontese, rappresenta il buon uomo, amabile e onesto, amante del buon vino, da cui deriva il suo nome Gioan d'la douja (in dialetto piemontese douja vuol dire vino). Veste una lunga giacca marrone bordata di rosso, con in testa un cappello a tre punte, sotto il quale spunta un codino girato all'insù legato con un nastro rosso. Queste maschere a Carnevale distribuivano alle persone dei cioccolatini .che nel tempo sono diventati i Gianduiotti o Gianduia.

Un, due, tre, queste maschere sono per te

Per abbigliare i vostri bambini con le maschere tradizionali sono necessari tempo e impegno, oppure si può acquistare un costume già pronto.

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