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Giochi, come insegnargli a perdere 

E' difficile, soprattutto nei bambini intorno ai 5 anni, quando stanno rafforzando la propria autostima. Eppure, anche se si tratta di un gioco, bisogna far capire loro che perdere fa parte delle regole

di Lisa Di Matteo  - 13 Dicembre 2010
 

Il famoso motto “L’importante è partecipare” spesso fa a pugni con l’istinto a primeggiare. «Soprattutto nei bambini intorno ai 5 anni che stanno rafforzando la propria autostima», spiega Silvia Piva, psicologa infantile. Eppure, bisogna far capire loro che perdere fa parte del gioco.

Innanzitutto il buon esempio Papà è forte, eppure, ogni tanto, anche lui perde una partita di calcetto. «E deve prenderla con ironia, senza darsi dello stupido e mostrando di essersi divertito» spiega la  psicologa infantile.
Per iniziare, meglio privilegiare le competizioni di squadra, come il classico ruba bandiera. «Perdere insieme è più sopportabile che farlo da soli» suggerisce l’esperta.
Se è un adulto a gareggiare con il piccolo, è naturale che gli lasci qualche chance per vincere. «Ma lui non deve capirlo, altrimenti è frustrante» avverte Silvia Piva.
Le carte sono un ottimo training Quando il bambino perde gli si può spiegare quali strategie migliorare. Ma va lodato comunque: rispetto alla volta scorsa, ha fatto molto meglio.

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