Le "quote mamme" in Germania
di Sabina Montevergine - 08/06/2010
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La Germania si è distinta negli ultimi anni per le leggi a sostegno della maternità; la disciplina tedesca ha introdotto significative novità, tra cui il congedo parentale esteso a 14 mesi, accessibile sia alle mamme che ai papà e la possibilità durante il congedo di scegliere se continuare a lavorare con orari ridotti: azioni mirate proprio a consentire una maggiore accessibilità dei padri ai congedi parentali e nel contempo consentire alla donna di continuare la propria attività lavorativa.
Ma questo non è bastato e nel 2009 le nascite in Germania sono state al minimo storico.
Per questo motivo il partito della cancelliera Angela Merkel, considerata dal Forbes "La donna più potente del mondo", sta pensando a nuove iniziative per salvare la Germania dal crollo demografico e tra queste la più innovativa è sicuramente l'ipotesi di "quote mamme".L'idea è semplice: il modello è quello delle "quote", usate soprattutto nei Paesi del Nord Europa per garantire pari opportunità alle donne e alle minoranza, che verrebbe riportato nelle aziende, dove il datore di lavoro dovrebbe favorire i dipendenti con figli non solo con la flessibilità, ma anche con vere opportunità professionali, come la precedenza nelle carriere e l'assegnazione di incarichi e progetti rilevanti.
Quindi non solo tutela della madre lavoratrice, ma anche sostegno alla genitorialità e al valore sociale della maternità e della famiglia, un vero esempio di Stato che guarda al futuro che l'Italia dovrebbe ben seguire. -






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