Catering, un’idea che non tramonta 

Ai matrimoni e alle convention gli specialisti di pranzi e buffet sono indispensabili. Per avere successo, però, saper cucinare non basta

di Laura Barbasio  - 12 Giugno 2008

L'economia è in crisi ma gli italiani non rinunciano a mangiare fuori casa e, secondo l'Istat, spendono sempre di più. Per pranzi di lavoro, matrimoni e comunioni spesso scelgono le società di catering. L'idea di Alessandra, Viviana e Piera, lettrici che ci scrivono perché vogliono dedicarsi a questo mestiere, va incontro alle esigenze del mercato e ha buone opportunità di riuscita. Ma dare il via a un'attività di ristorazione non richiede solo bravura in cucina.

Sono necessarie doti personali non comuni come la capacità organizzativa, la resistenza allo stress e l'attitudine al problem solving.È indispensabile garantire prodotti freschi e di qualità. In più il servizio deve essere ineccepibile. Servono camerieri e cuochi professionisti (non facili da trovare visto che sono pagati a giornata).

Per tutti questi motivi chi è alle prime armi deve muovere un passo per volta. Il consiglio è fare pratica in una società di catering per capire quali sono i trucchi del mestiere e iniziare a organizzare piccoli eventi a domicilio, proponendosi come cuoche per cene e feste. Le spese di acquisto per gli ingredienti sono sostenute dai clienti e, per i compensi, è sufficiente aprire una posizione Iva. L'investimento d'avvio si limita all'acquisto di una divisa e di qualche attrezzatura.

Dopo un anno di pratica si è in grado di capire se c'è già un buon giro di clienti. A quel punto per fare il grande passo e creare una società di catering bisogna mettere in conto un investimento di 100.000 euro. Servirà ad attrezzare la cucina secondo la normativa (80.000 euro per frigoriferi e fornelli professionali, piani di lavoro e lavelli in acciaio inox, muri lavabili) e acquistare un furgone per il trasporto del cibo. Il resto (tovaglie, piatti, tavoli) va noleggiato da società specializzate non appena i clienti confermano l'ordine (è consuetudine chiedere un acconto del 30-40 per cento sul totale).

Per informazioni sui finanziamenti a tasso agevolato e a fondo perduto che si possono richiedere grazie, per esempio, alla legge sull'imprenditoria femminile, è utile rivolgersi all'Associazione nazionale operatori catering della Federazione italiana pubblici esercizi (www.fipe.it ).

© Riproduzione riservata
Pubblica un commento
 
 
mamme/maternita-e-lavoro/catering-unidea-che-non-tramonta$$$Catering, un’idea che non tramonta
Mi Piace
Tweet