Che impresa moderna l’atelier 

Saper creare abiti originali è un talento da sfruttare. L'attività non conosce crisi
e le migliori riescono ad aprire un negozio

di Laura Barbasio  - 22 Gennaio 2009
Tag: professioni

Ogni settimana, arrivano in redazione le mail di lettrici che creano abiti. Maria Claudia di Marina di Massa ha 40 anni e vuole lasciare il lavoro di impiegata per diventare disegnatrice di moda. Beatrice di Rovigo, 23 anni, per ora regala i vestiti creati da lei alle amiche. Il sogno di tutte è diventare stiliste e aprire un negozio.

Diciamo subito che l'idea funziona: nell'era dei prodotti in serie, identici a Roma come a Shanghai, c'è una forte domanda di personalizzazione. I clienti vogliono capi unici per distinguersi dalla massa. Prima di aprire un negozio, però, bisogna capire se gli abiti hanno mercato.

Beatrice, allora, invece di regalare le sue creazioni alle amiche, farà meglio a invitarle a casa per una presentazione della sua linea di abiti. Potrà mostrare capi già realizzati o i disegni con le stoffe da scegliere. In quell'occasione prenderà gli ordini, le misure e chiederà un acconto del 30 per cento sul prezzo finale (si calcola moltiplicando per quattro il costo della materia prima e aggiungendo un altro 30 per cento per l'idea).

All'inizio l'obiettivo è farsi conoscere. Ecco perché vale la pena di proporre i capi anche ai negozi di abbigliamento. Ci si presenterà con book alla mano e, magari, dei modelli in miniatura. In questo caso, però, si può spuntare solo la metà di quello che si chiede direttamente al cliente.

Se in sei mesi si riescono a vendere un centinaio di abiti per un fatturato di 10.000 euro, conviene fare il salto di qualità e aprire un negozio. Fra arredi, insegna e adempimenti burocratici (tra cui la stipula del contratto di locazione, l'iscrizione all'albo delle imprese artigiane, l'allacciamento delle utenze e l'inaugurazione), occorre mettere in preventivo un investimento di 8.000 euro. Poi, ci sono i costi di gestione che si aggirano almeno sui 12.000 euro l'anno e comprendono le spese per l'affitto dei locali, la tassa rifiuti, l'accantonamento Inps e la consulenza di un commercialista.

Chi vuole tenersi aggiornata o perfezionare il proprio stile (dando così più valore alle proprie creazioni) può frequentare un corso in fashion design. Ne propone uno l'istituto internazionale Polimoda (via Pisana 77, Firenze, tel. 055739961, www.polimoda.it).

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