Papà a casa e figli senza distinzioni. Le nuove leggi per la famiglia 

L'anno che si sta per concludere porta con sé due novità legislative che cambieranno, in parte, le abitudini degli italiani in fatto di famiglia. Vediamo cosa c'è di nuovo...

di Rachele De Cata  - 09 Novembre 2010
 

Due novità stabilite per legge, che da tempo erano nel sentire comune: i papà hanno diritto di assistere mamma e neonato per almeno quindici giorni dalla nascita, e i figli, nati all'interno o meno del matrimonio, sono tutti uguali quanto a diritti.

La prima, la più rilevante come impatto sociale, è la proposta votata dall'Europarlamento: a Strasburgo è stata approvata una proposta  legislativa che introduce almeno due settimane di assenza dal lavoro, a paga completa, per il padre naturale, anche se l'unione non è formalizzata dal matrimonio. Quindi, quando la mamma partorisce, la legge europea chiede all'Italia di allinearsi con gli altri Paesi, prevedendo che il papà possa avere una parte attiva nel rientro a casa, con quel valore educativo, morale e di aiuto concreto che caratterizza il rapporto affettivo e sociale della nuova famiglia.

Richiesta e attesa da tempo, è finalmente arrivata sul tavolo dei nostri politici anche la questione dell'equiparazione tra figli legittimi e figli naturali. Stessi diritti per tutti i bimbi, siano essi nati fuori o dentro il matrimonio. Lo stabilisce un disegno di legge delega approvato dal Consiglio dei Ministri. Non ci saranno più figli di serie A e figli di serie B, neppure per quanto riguarda il diritto di successione: il provvedimento, oltre a riconoscere il rapporto dei figli con i genitori e con i nonni, elimina anche le discriminazioni in materia di eredità, perché i figli naturali diventano parenti dei parenti dei genitori.

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