Trovare o cambiare lavoro. Per le donne è più difficile? 

Luisa Adani, consulente di lavoro e carriera, suggerisce alle donne come trovare (o cambiare) lavoro. Il segreto? Fare networking

di Barbara Sgarzi  - 12 Giugno 2008

"Sono donna, e non è un dettaglio", dichiara con un sorriso Luisa Adani, esperta di lavoro e autrice del nuovo Donne. Trovare, ritrovare, cambiare lavoro.

Non è affatto un dettaglio quando si  cerca un posto o si vorrebbe cambiare, in meglio, la propria vita professionale. Anzi, spesso è una barriera. Ma può diventare un asso nella manica. La Adani spiega come tornare in pista, magari approfittando del periodo estivo per mettere a punto una strategia vincente in l'autunno.

Perché un libro dedicato alle donne che cercano lavoro e non, in generale, a tutti?

Perché, è inutile nasconderlo, le donne devono superare barriere più alte nella ricerca di un posto. In più pecchiamo di troppa umiltà. Stiamo ad aspettare riconoscimenti o proposte che non arrivano, non sappiamo autosponsorizzarci. Arte nella quale gli uomini, invece, eccellono.

Quindi, da dove partire per cambiare o trovare un lavoro?

Prima di tutto chiarire i nostri punti di forza. Poi guardare il mercato della zona in cui stiamo cercando un posto. Il che significa recuperare informazioni sulle aziende che ci interessano, fare newtorking e telefonare personalmente per presentarsi e chiedere informazioni su eventuali assunzioni. Pensiamo che il 95% delle aziende in Italia fa parte delle piccole e medie imprese. E più un'impresa è piccola, meno assume tramite annunci, ma tramite conoscenze.

Fare networking può essere difficile per chi tenta di rientrare dopo aver fatto la mamma a tempo pieno

Non è detto: ad esempio, i genitori dei compagni di asilo o di  scuola possono essere una fonte importantissima di informazioni sulle aziende per le quali lavorano. E internet è uno strumento prezioso per raccogliere dati e comunicti sulle realtà lavorative che ci interessano.

Dopo aver raccolto le informazioni giuste, come agire?

Accompagnare il curriculum (che deve essere breve e chiaro) con una comunicazione personalizzata. Ossia, scrivete poco e direttamente all'interlocutore, menzionando una notizia uscita da poco sull'azienda, una quotazione in Borsa recente, dei cambiamenti all'organizzazione: risulterete informate e attente e risalterete nel mucchio dei cv anonimi che arrivano tutti i giorni.

Infine, un arma segreta per riuscire nel colloquio?

Non parlare della vita privata, a meno che non sia espressamente richiesto. Le donne spesso tendono a raccontare di marito e figli o, peggio, a lamentarsi per al quantità di impegni extra lavorativi che le attendono a casa. Non fare mai trapelare problemi o preoccupazioni, alleggerire sempre la propria situazione, menzionando nonne e babysitter superdisponibili. I pregiudizi verso le mamme lavoratrici ci sono, inutile negarlo. Meglio apparire efficienti e organizzate.

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