I requisiti per diventare pierre 

Dai locali alle aziende, ormai tutti hanno una addetta alle relazioni pubbliche. Scopri come ci si prepara e si fa carriera

di Annalisa Piersigilli  - 09 Agosto 2006

Organizzare un party esclusivo, rilanciare l'immagine di una catena alberghiera, curare l'apertura di un negozio: fare l'addetta alle relazioni pubbliche, la pierre insomma, sembra un lavoro molto divertente. E in effetti lo è.

Ma dietro la facciata scintillante degli eventi mondani c'è una realtà molto dura, perché le serate vanno pensate e organizzate nei minimi dettagli. "Ciò significa che si può lavorare anche fino a tarda notte o nel weekend" assicura Tiziana Rocca, la "regina" italiana delle pierre. "Con il risultato che il tempo libero è davvero poco".

E poi, oltre ad avere spirito organizzativo, è necessario essere informate su cose molto diverse, dai gossip all'andamento della Borsa. "Bisogna avere mille antenne e assorbire tutto come delle spugne" spiega Valentina Pasolini, direttrice della Federazione relazioni pubbliche italiana (Ferpi, tel. 0258312455, www.ferpi.it). "Perché ogni notizia può rivelarsi utile in ambito professionale ed essere lo spunto per un nuovo lavoro".

Tra l'altro questa figura è sempre più richiesta: in una società che si basa soprattutto sulla capacità di comunicare, sembra che tutti (aziende, negozi, locali, persone) abbiano bisogno di una pierre. Dunque decidere di fare oggi questo lavoro può essere la scelta giusta. Ecco allora dove imparare e come trovare lavoro.

Qui si impara

Per fare la pierre non è necessaria una laurea. Ma aiuta. L'ideale è frequentare un corso in relazioni pubbliche o scienze della comunicazione. Secondo la Ferpi i migliori sono quelli dell'Università Iulm a Milano (tel. 02891412590), dell'Università di Udine (tel. 800 241433), della Sapienza di Roma (tel. 0644341375) e dell'Università di Catania (tel. 0957102705).

Per imparare i segreti per organizzare un evento di successo c'è poi il seminario di Tiziana Rocca al Cinecittà Campus di Roma. Aperto a professionisti del settore e a principianti, dura tre mesi, è a numero chiuso e costa 1.500 euro (www.tizianarocca.it).

Qui si trova un posto

"Subito dopo la laurea bisogna bussare alla porta delle agenzie di comunicazione, finché non si viene presi, magari anche per uno stage" consiglia Pasolini. "Perché quando si lavora con tanti clienti dalle esigenze diverse si diventa versatili e veloci. E si impara più in fretta".

Come trovare gli indirizzi? Su www.ferpi.it, www.lavoricreativi.com e www.assorel.it (il sito dell'Associazione italiana delle agenzie di RP, tel. 0270100704) ci sono moltissime offerte di lavoro. In genere all'inizio lo stipendio si aggira intorno ai 1.300 euro.

Quando si è fatta esperienza, si può cambiare campo e proporsi alle aziende che hanno uno specifico ufficio relazioni esterne. Oppure ci si può mettere in proprio e aprire un'agenzia.

I 5 consigli di Tiziana Rocca

» Leggere almeno un quotidiano e un settimanale e conoscere i nomi dei direttori di tutti i giornali.

» Viaggiare il più possibile su Internet, alla ricerca di notizie e curiosità. Una brava pierre è aggiornata su ogni argomento.

» Quando si pianifica un evento non si devono mai trascurare i particolari perché sono quelli a fare la differenza. E ai party bisogna ricordarsi che non si è tra gli invitati: si sta lavorando e tutto va tenuto sotto controllo.

» Avere una propria personalità ed evitare di copiare idee altrui: è preferibile essere originali e magari non piacere piuttosto che confondersi nella massa.

» Appena entrati in un'agenzia di pierre, anche se si è laureati, bisogna essere umili e accettare qualsiasi mansione. Così si impara davvero il mestiere.

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