In ufficio ci vuole una risata 

All'Accademia del comico insegnano a cogliere il lato buffo della vita. Anche sul lavoro. Anche quando ti sembra che non ci sia niente da ridere

di Barbara Sgarzi  - 25 Giugno 2008

A volte sul lavoro l'atmosfera si taglia con il coltello e l'aria è pesante. Ci vorrebbe proprio una bella risata per stemperare la tensione. Peccato che non ci sia nulla da ridere. O forse sì: basta allenarsi a vedere il lato divertente della vita, come suggeriscono i fondatori dell'Accademia del comico  di Torino. Da anni ormai tengono corsi aziendali a Torino, Milano e Roma di Comic team building, Comic problem solving e Comic resolution conflict per cementare i gruppi di lavoro, migliorare comunicazione e creatività e risolvere i conflitti. Con docenti come Dario Vergassola, Raul Cremona e e Flavio Oreglio. Rino Cerritelli, uno dei fondatori dell'Accademia, dà qualche suggerimento per non prendersi troppo sul serio.

Crea l'empatia

L'obbiettivo è ridere insieme ai colleghi e non di loro, ovviamente. Allenati a pensare in maniera diversa, creativa: come dicono gli americani, out of the box. Ad esempio dai una risposta che spiazzi la collega che ha sempre il muso, racconta un episodio divertente che ti è capitato fuori dal lavoro, mettiti in gioco e prenditi in giro per prima. Nessuno ama la tensione e se riesci a farlo sorridere ti ringrazierà. Vietati, ovviamente, ironia pungente e sarcasmo!

Stop alla negatività

Discussioni a voce alta, liti, scenate turbano la tua serenità. Distaccati emotivamente prendendoti qualche minuto per te. Se sai disegnare, fai la caricatura del vicino di scrivania che sa solo alzare la voce. O descrivilo con qualche riga divertente. Pensa ai documentari e  chiediti a che animale assomiglia, quando si infuria. Oppure, osservando due colleghi che litigano, fingi di staccare l'audio e guarda solo le espressioni e i movimenti. Ti accorgerai di quanto sono buffi e basterà per scioglierti in una risata liberatoria.

Decontestualizza il capo

Un  trucco che  funziona sempre. Se incontrare il capo a quattrocchi ti terrorizza, concentrati e immaginalo coinvolto in una situazione comica o imbarazzante. Ad esempio in una pista da ballo, se si muove con la grazia di un orso, o in costume da bagno molto ridotto se non è esattamente un adone. Improvvisamente tornerà a essere umano e tu ritroverai la tua grinta.

Accetta le critiche

Quando qualcuno ti aggredisce, sta puntando a ledere la tua autostima. Se contrattacchi, rischi di generare la classica reazione a valanga. Per smorzare il tuo interlocutore, annuisci anche se ti vengono mosse critiche esagerate o generiche, come "Sei sempre in ritardo" quando in realtà è la seconda volta in un anno. Il tuo atteggiamento soft, condito da un bel sorriso, lo spiazzerà, ammorbidendolo e costringendolo a moderare il tiro.

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