Lavoro e maternità: arrivano i voucher per la baby sitter? 

Lavoro: dopo la maternità i voucher per la baby sitter potrebbero essere una soluzione? Tu cosa ne pensi?

di Ignica  - 22 Giugno 2012

Si sa che, tra le principali difficoltà di una mamma lavoratrice, dopo la nascita di un bambino, c’è quella di trovare qualcuno di serio e fidato che si occupi del proprio figlio, mentre lei riprende il suo lavoro.

Terminato il periodo di congedo di maternità obbligatorio previsto per legge (5 mesi complessivi, ripartibili tra prima e dopo il parto) infatti, le mamme entrano in difficoltà: è in quel momento che spesso decidono di rinunciare al loro lavoro, al loro percorso professionale, o, comunque, iniziano a provare non pochi disagi perché sono costrette a dividersi tra lavoro e figli, senza ricevere adeguati sostegni.

Superato il periodo di cinque mesi di congedo di maternità obbligatorio, infatti, la legge prevede la possibilità dell’astensione facoltativa dal lavoro, anche chiamata “congedo parentale” ma con una significativa riduzione dello stipendio.

Purtroppo, come tutti sappiamo, la carenza di asili nido pubblici o convenzionati a cui poter ricorrer è dichiarata: si sa che non sono sufficienti a coprire il bisogno dei papà e delle mamme italiane. Cosa fare allora?

Le alternative non sono molte.

Per chi la possibilità, c’è sempre la soluzione baby sitter, ma bisogna avere i mezzi economici per pagarla. In genere, stando ai dati diffusi dall’Istat, la risorsa principale delle famiglie italiane, è costituita dai nonni. I nonni baby sitter risultano il principale sostegno delle mamme che rientrano al lavoro dopo la maternità.  Ma, chi non ha i nonni? Come si può organizzare?

Lo sapevi che il progetto di riforma del lavoro prevede un’altra novità: la possibilità di concedere alla mamma lavoratrice, al termine del periodo di congedo di maternità, per gli undici mesi successivi e, in alternativa al congedo parentale la corresponsione di voucher per l’acquisto di servizi di baby-sitting  o per fare fronte ai costi degli asili nido pubblici o dei servizi privati accreditati, da richiedere al datore di lavoro.

In altre parole: le mamme potrebbero scegliere di non restare a casa dopo il periodo di maternità obbligatorio ma di continuare a lavorare senza interruzioni, beneficiando di un sostegno economico.

In questo modo le mamme potrebbero scegliere di continuare a lavorare anche per quel periodo. Tu, cosa ne pensi? Potrebbe essere una soluzione?

© Riproduzione riservata
Pubblica un commento
 
 
mamme/maternita-e-lavoro/lavoro-e-maternita$$$Lavoro e maternità: arrivano i voucher per la baby sitter?
Mi Piace
Tweet