Le sentenze importanti da conoscere 

Spesso, dietro la facciata di un lavoro a progetto può nascondersi un'attività da dipendente. Per questo, in molti casi, è servito l'intervento dei giudici del lavoro. Ecco due sentenze significative che hanno fatto discutere

di avv. Ugo di Stefano  - 15 Marzo 2007

Spesso, dietro la facciata di un lavoro a progetto può nascondersi un'attività da dipendente. Per questo, in molti casi, è servito l'intervento dei giudici del lavoro. Ecco due sentenze significative che hanno fatto discutere.

Se il datore di lavoro ti controlla, allora non è più lavoro autonomo

Nel 2005, il Tribunale di Torino ha qualificato come subordinati i rapporti di collaborazione di alcuni promoter che venivano strettamente controllati nel tempo di conclusione dei contratti. Questo tipo di controllo, infatti, non rientra negli elementi tipici del lavoro autonomo.

Se non c'è il progetto, il contratto non vale

I giudici del lavoro di Milano, nel 2006, hanno dichiarato che non risulta a progetto l'attività di intervistatore telefonico che sia finalizzata alla raccolta di opinioni, tendenze e grado di soddisfazione dei consumatori. Il motivo? Questo tipo di indagine non è collegabile ad alcun obiettivo determinato. In questo caso, quindi, è stata accertata l'esistenza di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato fin dalla data in cui è stato firmato il contratto a progetto. Una decisione che non ha valore di legge, ma che porta all'attenzione di tutti la problematica e multiforme realtà dei call center.

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