Oggi impiegata, domani imprenditrice 

Molte donne vorrebbero creare una azienda tutta loro ma sono spaventate all'idea di lasciare il posto fisso. Una guida per evitare i salti nel buio

di Laura Barbasio  - 18 Giugno 2008

«Voglio mettermi in proprio. Ma l'idea di lasciare il posto fisso mi spaventa»

Sono tante le lettrici che ci scrivono per risolvere questo dilemma. Natascia di San Vito al Tagliamento (Pn) è impiegata e sogna di aprire un'agenzia che organizza matrimoni. Cinzia di Gazzada Schianno (Va) lavora nel pubblico ma desidera fare la pasticciera; Laura di Milano rinuncerebbe al contratto per confezionare bomboniere.

La prima paura è perdere lo stipendio fisso. Un'ansia che si supera mettendo a punto un business plan per calcolare costi e guadagni (in genere, il business funziona se si fattura il doppio dello stipendio da dipendente). Per farlo ci si rivolge allo Sportello nuove imprese della Camera di Commercio o al Comitato italiano dei business & innovation centre (www.bic-italia.net, tel. 055267141), a Formaper di Milano (www.formaper.com, tel. 0285155384) o al Comitato Impresa Donna di Bologna (www.cid.er.cna.it, tel. 0516099473).

Chi lavora in azienda non ha idea di quante tasse debba pagare un imprenditore. Informarsi su come funziona il sistema fiscale e imparare, per esempio, che le imposte si pagano sugli utili è facile con il libro "Come si legge il Sole 24 Ore" (Il Sole 24 Ore, 59 euro).  Per sfruttare al meglio il periodo di passaggio, l'ideale è dedicarsi al progetto mantenendo il posto. Quello che si può fare subito è dare un'occhiata al proprio contratto e vedere se si può passare al part time: chi è assunto in un ente pubblico, di solito, ha il divieto di svolgere un'altra attività. Il dipendente di un'azienda privata può farlo, a patto che la nuova iniziativa non sia in conflitto con gli interessi della società per cui lavora.

Se non si riesce a ottenere il part time, si possono sfruttare permessi e ferie per sbrigare le pratiche di avvio e cercare finanziamenti (per l'approvazione bisogna aspettare 6 mesi). E, se anche così non ce la si fa, invece di licenziarsi subito, si può valutare se appoggiarsi a un socio con tempo e mezzi a disposizione. Sono sufficienti 10 mesi per capire se c'è mercato e se vale la pena di abbandonare il posto fisso.

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