Sarta sì, ma dei manager 

Ecco il business per chi è brava con ago e filo: creare abiti su misura per uomini d'affari. Senza aprire un negozio. Si va direttamente a casa dei clienti

di Laura Barbasio  - 23 Luglio 2008

Ci scrivono molte lettrici brave con ago e filo. Qualcuna fa piccole riparazioni, ma l'idea è già sfruttata. L'alternativa redditizia è la sartoria a domicilio. Un servizio di abiti su misura che raggiunge a casa o in ufficio i clienti con poco tempo per lo shopping.

Secondo l'Unione Artigiani, un italiano su tre chiede vestiti personalizzati (solo in Lombardia se ne confezionano 65.000 l'anno). Tra i clienti vi sono top manager, dirigenti e quadri. Diventare sarti a domicilio è quindi una scelta vincente, si può lavorare da casa e part time.

Il primo passo è scegliere cosa proporre. Si comincia specializzandosi su un capo, le camicie per esempio, da declinare in varie fogge e stoffe.

Si cercano i clienti. L'ideale è chiedere alla Camera di Commercio l'elenco delle piccole e medie aziende più vicine. Occorre presentarsi di persona, con il catalogo delle proposte e il campionario di stoffe e chiedere un incontro con il manager o l'ufficio acquisti.

Come fissare i prezzi? Si moltiplicano per quattro i costi delle materie prime. Tessuti, filo e bottoni vanno acquistati solamente a ordine ricevuto.

Capire se il business funziona è facile. Se, dopo un paio di mesi, si sono coperte le spese, si è sulla buona strada.

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