La fecondazione assistita 

La ginecologa ci spiega quali sono e come funzionano le tecniche principali di inseminazione artificiale

di Jessica Rizza
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Corbis

14 ottobre 2015 - Secondo gli ultimi dati, sono più di 70.000 le coppie che ogni anno si rivolgono a un centro (pubblico o privato) per fare un trattamento di procreazione medicalmente assistita.
La dott.ssa Giulia Santi, ginecologa, ci spiega il funzionamento delle tecniche di PMA: la IUI (inseminazione intrauterina), definita di primo livello e meno invasiva. E quelle di secondo livello, più invasive: la FIVET (fecondazione in vitro con embryo transfer) e la ICSI (iniezione intracitoplasmatica degli spermatozoi).

In cosa consiste l'IUI?
"Nell’IUI viene introdotto, in ambiente ambulatoriale, un catetere sottile all’interno dell’utero, contenente il liquido seminale preparato dal biologo in laboratorio. Quindi la fecondazione avviene all’interno delle vie genitali femminili. Per ottimizzare i tempi ed aumentare le possibilità di successo, viene utilizzata una stimolazione ormonale, mediante terapia farmacologica che viene proposta alla paziente."

In cosa consistono la FIVET e l'ICSI?
"Queste due tecniche prevedono un approccio medico più importane. Si tratta di una procedura più complessa, dove la stimolazione ormonale di preparazione deve essere il più efficiente  possibile. La procedura si effettua in regime di ricovero, quindi non è più solo una procedura ambulatoriale. La fertilizzazione avviene in laboratorio e si procede poi al trasferimento degli eventuali embrioni in utero in un secondo momento."

 

La procreazione medicalmente assistita in numeri

L'ultima Relazione annuale sullo stato di attuazione della Legge 40/2004 in materia di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) si riferisce all’anno 2013.
In Italia ci sono 369 centri di PMA autorizzati e si conferma la tendenza all’aumento del numero di centri privati,  nonostante il maggior numero dei trattamenti di fecondazione assistita  (64,8%) venga effettuato nei centri pubblici o privati convenzionati.

Sono 91.556 i cicli di trattamento iniziati nel 2013 su 71.741 coppie. 15.550 le gravidanze ottenute e 13.770 quelle monitorate. Queste gravidanze hanno portato a 10.350 parti ottenuti con 12.187 bambini nativi vivi (il 2,4% del totale dei nati in Italia nel 2013), di poco inferiore al valore massimo di 12.506 ottenuto nel 2010.

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