Non vaccinare i bambini: una tendenza pericolosa 

Morbillo, pertosse, rosolia... non sono malattie dimenticate e il calo delle vaccinazioni degli ultimi anni ha già fatto le prime vittime

di Jessica Rizza
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Corbis

Il calo delle coperture vaccinali è "responsabile di molti casi di morbillo e pertosse, causa del decesso di alcuni lattanti" è questo l'allarmante annuncio degli esperti dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, che va a confermare i dati dei vaccini del 2014 resi noti recentemente dall'Istituto Superiore di Sanità. La copertura vaccinale fino a due anni di età contro polio, tetano, difterite, epatite B e pertosse è scesa sotto la soglia del 95%: il valore minimo previsto dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale.

Anche i bambini vaccinati contro morbillo, parotite e rosolia continuano a diminuire arrivando all'86,6%, il 4% in meno rispetto ai dati del 2013. Una tendenza a non vaccinare che sembra quindi consolidata: se tra il 2000 e il 2012 non ci sono stati significativi cali, nell'ultimo triennio si è assistito alla progressiva diminuzione di tutte le coperture vaccinali, soprattutto per morbillo, parotite e rosolia.

 

Il calo dei vaccini per i neonati fa sì che siamo tutti più vulnerabili e che oggi i pediatri vedono tornare malattie che pensavano scomparse da decenni. "Stiamo assistendo al ritorno di malattie che credevamo debellate. Un esempio tra tutti è la morte di bambini per pertosse, malattia che sta avendo una recrudescenza nei bambini nei primi mesi di vita, proprio per il calo della copertura vaccinale" commenta Giovanni Corsello, presidente della Società Italiana di Pediatria.

Il calo delle vaccinazioni sarà il tema centrale degli Stati Generali della Pediatria, che si terranno il 19 novembre in occasione della giornata mondiale del bambino e dell'adolescente per sensibilizzare l'opinione pubblica e dare un messaggio positivo soprattutto alle nuove generazioni.

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