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Se non vuole più partire da solo 

Tanti bambini sembrano entusiasti di andare via senza i genitori. Poi, al momento di preparare i bagagli, ci ripensano. Come uscirne

di Rossana Cavaglieri  - 20 Giugno 2007

Con un figlio ancora bambino che quest'anno parte in vacanza da solo può capitare la sorpresa dell'ultimo momento. Proprio a ridosso della partenza, il piccolo dice che non vuole lasciare mamma e papà. "È una reazione normale a sette, otto anni. A quest'età è difficile convincersi che il distacco duri solo un paio di settimane" spiega Luisella Zucaro, psicologa all'Istituto Watson di Torino e autrice di "Vincere le paure dei bambini" (Giunti).

"E che non significa la perdita delle proprie sicurezze. Ecco perché durante i preparativi una mamma non dovrebbe lasciarsi sfuggire frasi come: "Mi raccomando, se hai bisogno chiamami subito!". Oppure: "Compriamo adesso quello che ti serve perché non si sa cosa troverai là" e così via. Sono parole che instillano a un figlio il dubbio che non sarà in grado di far fronte da solo all'esperienza, o che si ritroverà in un ambiente poco sicuro".

Quando conviene insistere

Ma come si può convincere un figlio a partire sereno? "Bisogna ascoltare le sue emozioni, senza sminuirle" continua l'esperta. "È importante creare uno spazio in cui accoglierle, per esempio quando ci si ritrova la sera tutti quanti sul divano e si parla con calma. Una buona idea è prendere carta e pennarelli, dividere in due il foglio e invitare il bambino a fare una lista di tutti gli aspetti positivi e negativi della vacanza.

Poi si rinforzano quelli positivi (giocare con gli amici, stare in un ambiente naturale, vedere gli animali) e si discutono invece quelli negativi, cercando di rassicurarlo con proposte realistiche". Per esempio, dice che ha paura a stare senza mamma e papà? Gli si può rispondere che da lì potrà chiamare quando vuole, e che, se è proprio necessario, loro in qualche ora lo potranno raggiungere.

"Sarà utile anche raccontare al figlio le proprie paure di quando si era piccoli, il modo in cui si è riusciti a superarle" suggerisce la psicologa. "I bambini sono spaventati dall'ignoto, ma sono anche curiosi e amano le novità. Solo hanno bisogno di sicurezze, e gli adulti gliele possono dare tranquillizzandoli con fatti concreti e spiegazioni precise".

Quando conviene mollare

"Se si vede che, nonostante tutte le rassicurazioni, il piccolo è ansioso, si sveglia con gli incubi, di giorno ha mal di pancia, piange per niente, è meglio lasciare perdere la vacanza da solo" consiglia Zucaro. "Nello stesso tempo, però, bisognerebbe riuscire a capire il perché di queste paure, magari con l'aiuto di uno specialista. Conoscere le motivazioni aiuterà a crescere un figlio sicuro e autonomo".

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