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Sei regole per aiutarlo a crescere sano e felice 

Cosa c'è di più bello di un bambino che sprizza energia da tutti i pori? Un bene da proteggere, un miracolo da coltivare. Con attenzione, consapevolezza e qualche piccolo segreto

di Rossana Cavaglieri  - 29 Agosto 2007

Nei bambini corpo e psiche sono una cosa sola. Ecco perché se li vedete felici significa che stanno anche bene di salute. E viceversa. Vediamo allora come gettare le basi del loro benessere.

Nutrilo di fiducia

Gattona e si solleva malfermo per raggiungere quel giochino così interessante. Ma voi glielo prendete, pensando di risparmiargli la fatica. "È un errore" dice il nostro direttore scientifico, la psicoterapeuta Maria Rita Parsi. "I bambini imparano confrontandosi con la realtà. Esplorare per loro è un lavoro e un piacere. Bisogna aver fiducia, e lasciarli fare senza sostituirsi". Aiutateli a fare da soli, diceva la grande pedagogista Maria Montessori.

Rispetta il suo sonno

"Dormire almeno dieci ore quando è grandicello, di più se è piccolo, è vitale per un bambino" spiega Alberto Pellai, specialista in medicina preventiva. "Un buon sonno regola tutte le energie, allenta le tensioni, favorisce la concentrazione e rafforza il sistema immunitario: un bambino stanco, che dorme poco, si ammala anche più facilmente". Non solo per un bimbo il sonno è sacro, ma sacra è anche la regolarità delle abitudini: i pasti, il bagnetto, la passeggiata. Questi ritmi cadenzati creano nel suo piccolo mondo un ordine rassicurante, fondamentale per una crescita sana e serena. E se invece non dorme, come succede in tanti casi? "Bisogna armarsi di pazienza e aiutarlo a trovare il suo ritmo, facendo se possibile a meno dei farmaci" suggerisce Pellai.

Lascia che giochi libero

"Acqua, aria, terra: i piccoli adorano giocare con i materiali più semplici" dice Maria Rita Parsi. "Per loro scavare, mescolare, far volare un aquilone sono esperienze formative di grande valore, che sviluppano creatività e benessere. Non solo. Queste attività, che mettono a contatto fisico con gli elementi naturali, sono anche rilassanti. E i genitori dovrebbero lasciar spazio a questi giochi, senza preoccuparsi troppo che il piccolo si sporchi o imbratti la casa. Basterà tenerlo d'occhio e vestirlo con indumenti comodi". La natura continua a essere la prima palestra anche per i più grandicelli, perché solo in un ambiente non strutturato è possibile sfogarsi in piena libertà e misurarsi con le proprie energie.

Dosa la tivù

"Quando stanno per troppo tempo imbambolati davanti al televisore i bambini perdono un pezzo della loro creatività" spiega Alberto Pellai. "Fra i 4 gli 8 anni, infatti, si sviluppano doti artistiche che si esprimono al meglio colorando e disegnando. Passata questa fase tutto diventa più difficile". La tivù poi invita anche alla sedentarietà, con i ben noti rischi di sovrappeso. Secondo le recenti ricerche americane la regola è semplice: per ogni ora davanti allo schermo se ne dovrebbe prevedere una di movimento. "In ogni caso, niente tivù fino a 3 anni, e una sola ora in seguito" conclude Pellai.

Mangiate tutti assieme

"Pranzare con i figli non è solo un modo come un altro di consumare un pasto" prosegue Maria Rita Parsi. "È un rito condiviso e, come racconta bene la volpe nel libro Il piccolo Principe, sono i riti che creano i legami. A tavola si parla e queste chiacchierate, dice uno studio realizzato all'Università americana di Harvard, arriscono il linguaggio di un bambino molto più di quanto la lettura di un libro possa fare". Stare a tavola con tutta la  famiglia dà più valore al cibo, lo arricchisce di significati ed emozioni. E così i bambini, già gratificati da questi momenti, non desiderano il junk food: il cibo spazzatura, tanto dannoso.

Difendilo dallo smog

Lo ha dimostrato una recentissima ricerca dell'Ospedale Macedonio Melloni di Milano: un bambino di città su quattro ha i polmoni precocemente vecchi e soffre di asma da polveri sottili. "Non è facile proteggere i piccoli dall'inquinamento, oramai onnipresente, ma bisogna sforzarsi di farlo perché ne va seriamente della loro salute" dice Alberto Pellai. "Attenzione prima di tutto ai passeggini, spesso proprio ad altezza dei tubi di scappamento delle auto. Nei punti più inquinati si può, per esempio, portare in braccio il bambino". Anche in casa il microclima può essere inquinato. Per avere aria migliore le soluzioni ci sono: si possono scegliere detergenti ecologici con profumazioni naturali, aprire spesso le finestre e, soprattutto, bandire il fumo.

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