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Analisi di uno sport: la pallamano 

Lo scopo è segnare più gol nella rete avversaria e in ogni squadra, composta da sette giocatori, dove ognuno ha il suo ruolo. Si inizia a 6-8 anni, e a 9 anni si partecipa ai primi tornei

di Flora Casalinuovo  - 21 Febbraio 2011
 

Prendete lo sport più famoso d’Italia, il calcio, e metteteci le mani al posto dei piedi. Avrete la pallamano. Anche qui lo scopo è segnare più gol nella rete   avversaria e in ogni squadra, composta da sette giocatori, ognuno ha il suo ruolo.

«Questa disciplina piace sempre di più, soprattutto alle bambine, ed è praticata già dalle elementari» spiega Francesco Purromuto, presidente della Federazione italiana pallamano. «Si inizia a 6-8 anni, con corsi che puntano su lanci e corsa». E a 9 anni si partecipa ai primi tornei. Come tutti gli sport di gruppo, è una bella scuola di vita. «La squadra è come un’orchestra: tutti lavorano per il successo comune» dice Purromuto. «Così si impara a essere uniti, a cancellare rivalità e incomprensioni e a divertirsi insieme. Sul piano fisico, invece, si corre molto sviluppando resistenza, polmoni e cuore e si allena la coordinazione. In più, è  fondamentale essere veloci, anche di “testa” per impostare le azioni e prevenire le mosse dell’avversario. Insomma, è un palestra perfetta anche per la  concentrazione e il senso tattico».

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