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Diario di un matrimonio: "Abbiamo voluto un matrimonio che fosse una festa e non la solita palla pazzesca"

di Donnamoderna.com  -  19/02/2009

Vi abbiamo chiesto di raccontarci il giorno delle vostre nozze (vuoi essere la prossima protagonista di questa rubrica? Entra nel forum e scrivici come hai vissuto il giorno del sì). Ecco come lo ricorda Fulvia76.

Diario di un matrimonio: "Abbiamo voluto un matrimonio che fosse una festa e non la solita palla pazzesca" Vi abbiamo chiesto di raccontarci il giorno delle vostre nozze (vuoi essere la prossima protagonista di questa rubrica? Entra nel forum e scrivici come hai vissuto il giorno del sì). Ecco come lo ricorda Fulvia76. 74186
    • Diario di un matrimonio:

    Vi abbiamo chiesto di raccontarci il giorno delle vostre nozze (vuoi essere la prossima protagonista di questa rubrica? Entra nel forum e scrivici come hai vissuto il giorno del sì). Ecco come lo ricorda Fulvia76.

    Con mio marito abbiamo voluto un matrimonio che fosse una festa e non la solita "palla" pazzesca dove si conoscono in pochi e ci si annoia in tanti. Ci siamo sposati il 14 febbraio 2004. Quella mattina non ero troppo emozionata, anzi, ero piuttosto infastidita perché la parrucchiera mi aveva spedita dall'estetista con tutti i bigodini in testa, oltretutto coperti da un'allucinante retina verde (un residuato anni '60!). Non mi sono mai vergognata tanto, anche perché per strada ho incontrato conoscenti e parenti. Che figuraccia!

    A casa,  mia madre cerca di abbottonarmi il vestito senza riuscirci mentre mio padre si rifiuta di collaborare perchè non vuole perdersi la sorpresa dell'abito. Finalmente vestita, spero di arraffare qualcosa dal buffet preparato dai miei. Che illusione!

    Arriva l'autista con il bouquet sbagliato! L'avevo ordinato di rose rosse e invece la fiorista aveva fatto di testa sua, mettendoci un sacco di roselline bianche che avrei fatto a pezzettini. Sono salita in macchina con mio papà che ha commentato "Non sei male".

    A mio marito non è andata meglio! Voleva infilarsi una maglietta nera sotto la camicia bianca  e la madre l'ha costretto a ritornare a casa a prenderne una candida (e meno male!); la parrucchiera gli aveva stirato i capelli e ci aveva messo un sacco di tempo, facendogli temere di arrivare in ritardo (il prete ci aveva minacciati: se tardate troppo vado via). Quando l'ho intravisto, arrivando in chiesa tra due ali di folla (che emozione!!!), aveva una faccia impaurita.

    Mio padre, per tirarlo su di morale, a voce alta, consegnandomi a lui, ha detto: "E adesso sono affari tuoi".   Non ci siamo assentati troppo per le foto, un'oretta ci è bastata  anche perchè gli invitati avevano fame. Il pranzo è stato lungo e rallegrato da un duo di musicisti che hanno suonato per quasi tutto il tempo.  Niente scherzi perché non li ho mai sopportati, ma tanti balli, il karaoke improvvisato (con la nonna di mio marito che continuava a chiedermi perché non cantavo in italiano...).  Tanta allegria e una splendida confusione.

    Siamo usciti dal ristorante verso le 21.00 con gli ultimi invitati rimasti e ci siamo diretti al bar dove mio marito e io ci siamo conosciuti (io facevo da interprete al batterista dei Deep Purple in occasione di un concerto, mio marito era uno dei finanziatori dell'evento). Ovviamente il proprietario non ci ha offerto nemmeno un giro, ma eravamo troppo felici per badare alla sua tirchieria! Sulla strada del ritorno ci siamo fermati in un altro dei nostri bar preferiti dove una signora, che evidentemente non aveva notato il mio vestito ma solo la pettinatura, mi guardava quasi con disprezzo per poi cambiare espressione ed esclamare "Oh, gli sposi!"

    Una volta rientrati a casa, finalmente marito e moglie, ci siamo "divertiti" a spazzare via dal mio vestito e dai miei capelli tutti i chicchi di riso che erano rimasti impigliati. Qualcuno è rimasto anche nel bouquet, che non ho lanciato ma che ho conservato con amore. Ogni tanto un chiccho cade dalle rose ormai secche e il piccolo rumore che fa mi fa sorridere e ripensare a quella giornata perfetta.

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