La sposa sale in passerella

di Maristella Campi  -  08/08/2006

Sembra essere ritornato il sogno di un abito da red carpet: costruito, prezioso e vistoso come quello di una diva hollywoodiana. Senza esagerazioni, senza ostentazioni, senza provocazioni: solo con la voglia di fare dell'apparenza una virtù. Guarda le sfilate e scopri come gli stilisti hanno interpretato questo ritrovato desiderio di sfarzo

La sposa sale in passerella Sembra essere ritornato il sogno di un abito da red carpet: costruito, prezioso e vistoso come quello di una diva hollywoodiana. Senza esagerazioni, senza ostentazioni, senza provocazioni: solo con la voglia di fare dell'apparenza una virtù. Guarda le sfilate e scopri come gli stilisti hanno interpretato questo ritrovato desiderio di sfarzo 70314
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    Dopo anni in cui l'ago della bilancia si è spostato in maniera costante verso il minimalismo enfatizzato da un tubino fasciante, da una sottoveste essenziale, da una sirena dal piccolo strascico, la sposa del 2006 ritrova la voglia di indossare un abito che percorra le vie dello sfarzo, dell'opulenza e della ricchezza stilistica. L'abito tutto di un pezzo riprende il suo ruolo da protagonista, anche se resiste il "due pezzi" - bustier sexy e gonna romantica - come alternativa per una festa serale.

    Forme di valore

    La cosiddetta "linea scivolata", fluida e carezzevole sui fianchi, continua a essere ai vertici del gradimento, nonostante sia difficile da indossare se non si possiede un fisico più che perfetto: ma, abbandonata la struttura rigorosa e seriosa, si arricchisce di inserti di pizzo, si apre in uno strascico abbondante, fiorisce con un tralcio di boccioli. L'ispirazione rinascimentale impone di dare un volume impalpabile all'abito attraverso una gonna fluttuante, morbida, aerea: in discesa l'effetto tutù a più strati di tulle, in salita l'effetto piuma, ottenuto tagliando tessuti iperleggeri, come lo chiffon, a forma di triangolo-fazzoletto-foglia-volant da sovrapporre in abbondanza. Il taglio neoclassico ruba alle dee greche le volute scultoree dei pepli, costruite con la cura geometrica di teli drappeggiati ad arte, trasformati qualche volta in eleganti parei.

    Bagliori di luce

    È tutto oro quello che luccica: i tessuti, i ricami, gli accessori. La luce intensa, avvolgente e abbagliante del nobile metallo viene trasportata sugli abiti-gioiello attraverso la lavorazione tecnologica delle sete laminate e metallizzate, gli intarsi sofisticati del lurex e del lamé, i ricami realizzati a mano con sfere, schegge e pepite microscopiche, la personalità decorativa di borsine e sandali preziosi come bijoux.

    Il colore-guida

    Che il bianco non fosse l'unico tono della sposa si sapeva già: in discesa quello ottico e freddo, in salita quello caldo e morbido di avorio e crema Ma a dettare le regole cromatiche è il rosa, declinato in tutte le sfumature, anche virate verso l'intensità del bordeaux. Tengono bene le tonalità più o meno intense dei verdi e degli azzurri.
    Puro decorativismo
    I ricami, soprattutto di bouquet floreali e di ramage, fanno capolino un po' ovunque: cristalli Swarovski e piccole perle, fili lucenti e rafie grezze, paillettes metallizzate e jais colorati diventano lo strumento per regalare un effetto tridimensionale a sete, duchesse, mikado, organze, satin, chiffon, e per incrostare pizzi Chantilly, macramé e di Bruges.

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