La sposa sono io: Dopodomani

01/09/2010

È l’unità di misura che ti frega. Sino a che usi forme che prevedono l’obbligo di un numero cardinale è più o meno semplice. Quando sono due giorni, invece, c’è una parola in italiano che sa spiegare benissimo quanto manca ad un dato evento: dopodomani

La sposa sono io: Dopodomani È l’unità di misura che ti frega. Sino a che usi forme che prevedono l’obbligo di un numero cardinale è più o meno semplice. Quando sono due giorni, invece, c’è una parola in italiano che sa spiegare benissimo quanto manca ad un dato evento: dopodomani 234491
    • Il secondo matrimonio è sempre stato celebrato in sordina, la sobrietà è la regola da seguire nell'organizzazione. Niente di pomposo, ma una cerimonia elegante e abbastanza discreta. Oggi però spesso è un vero e proprio avvenimento a cui partecipano, oltre ai figli nati da possibile precedenti unioni, anche i figli stessi della nuova coppia. Come regolarsi?

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    (deadline: ho già detto dopodomani?, peso: ma non lo so, mollami. I can’t take my eyes off you)

     

    È l’unità di misura che ti frega. Sino a che usi forme che prevedono l’obbligo di un numero cardinale è più o meno semplice. Quando sono due giorni, invece, c’è una parola in italiano che sa spiegare benissimo quanto manca ad un dato evento: dopodomani. Cioè non domani, dopo. Siccome oggi è qui e quindi è già finito, e “dopo” non vuol dire niente, alla fine nella testa c’hai “domani”.

     

    E rimane mentre cerco di addormentarmi, mentre vado a cercare le ultime cose, quando controllo il sito che abbiamo pubblicato e che è tutto dedicato al nostro matrimonio (http://www.lauraesimo.com/), quando prendo impegni per le ultime ore. Cercando di stare dietro alle decine di piccole cose da utlimare, sono semplici ma l’elenco è sterminato e sfiancante. Parrucchiere, ritira questo, quell’altro, estetista, allestimento, affitta il furgone, mica furgone, il fiorista, compra il riso, eccetera. Sono decine di micro-sciocchezze ma arrivi a casa che dormi in piedi. E intanto… “domani, domani, domani”. Cosa accadrà domani?

     

    Accadrà una cosa che di solito non si ripropone così spesso nella vita, cioè che ad un certo punto ci sarà un momento in cui sarà contornato da tutte le persone che per me sono importanti, tutte insieme, nello stesso posto. Parenti, genitori, amici. Tutti lì. Non è detto che mi capiti un’altra occasione.

     

    E poi accadrà un’altra cosa molto importante. E cioè che cominceremo a costruire il tempo che passa, d’ora in poi. Per non svegliarsi a Natale e dire “mi sembra ieri che era estate”, per non svegliarsi tra dieci anni e pensare “mi sembra ieri che avevo vent’anni”. Ecco, perché non succeda questa cosa devi creare il tempo. Altrimenti ogni giorno è probabilmente molto simile a qualunque altro. Per distinguere le stagioni ti metti lì e fai un cena con gli amici, le marmellate, addobbi casa per Natale, un piccolo viaggio, insomma crei dei ricordi in modo tale che, no, il tre di marzo non sia affatto identico al nove ottobre. Ecco quello che succede. Che io e Laura distingueremo un giorno dall’altro, e i mesi e gli anni, perché è impossibile confondersi, non ci possiamo dimenticare. Ed è un’alchimia piuttosto antica, non inventiamo nulla, ma ti riempie la vita, e non è questo il fine? Una vita piena?

     

    In fondo, come del resto abbiamo fatto sino ad ora, continueremo a creare ricordi, di una vita insieme.

    - Simone Tolomelli

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