La sposa sono io: Il ricevimento

03/08/2010

Ogni tanto qualcuno sbuca fuori e ti dice, candido: “poi dove andate a mangiare?” Eh? “Sì, dove portate gli ospiti a mangiare?” E resto un po’ lì, cerco di capire quand’è che mi è sfuggito come stavano davvero le cose, dov’ero il giorno in cui ho chiesto a Laura di sposarmi e il resto del mondo ha capito che mi sarei occupato di sfamare gli affamati

La sposa sono io: Il ricevimento Ogni tanto qualcuno sbuca fuori e ti dice, candido: “poi dove andate a mangiare?” Eh? “Sì, dove portate gli ospiti a mangiare?” E resto un po’ lì, cerco di capire quand’è che mi è sfuggito come stavano davvero le cose, dov’ero il giorno in cui ho chiesto a Laura di sposarmi e il resto del mondo ha capito che mi sarei occupato di sfamare gli affamati 220831
    • Il ricevimento dovrebbe essere intimo, un semplice aperitivo con i parenti e gli amici più stretti. Ma in realtà anche questa regola oggi è cambiata e puoi dare maggiore risalto all'evento, organizzando un più tradizionale pranzo o una cena.

      Fotolia

    (deadline: -30gg, peso: 76.2kg no vabbe’ ma qui ci si deve dare una mossa…)

     

    Ogni tanto qualcuno sbuca fuori e ti dice, candido: “poi dove andate a mangiare?” Eh? “Sì, dove portate gli ospiti a mangiare?” E resto un po’ lì, cerco di capire quand’è che mi è sfuggito come stavano davvero le cose, dov’ero il giorno in cui ho chiesto a Laura di sposarmi e il resto del mondo ha capito che mi sarei occupato di sfamare gli affamati. Ma non lo so dove vorranno mangiare gli ospiti… ciascuno a casa loro, no? No.

     

    Avremmo voluto essere circondati di amici, non si può. Gli amici fanno realmente parte della mia famiglia, niente da fare. Io non posso mettere con le gambe sotto al tavolo 100 persone, non sta nelle cose.

     

    Milano è poi una città ostile da questo punto di vista. Deciso che un ristorante non avrebbe fatto al caso nostro per miliardi di motivi, abbiamo cercato un posto in cui organizzare una cosa normale, un saluto con gli amici.

     

    Si chiama “location” e te la danno nuda come il culetto di un bambino. Ah ma volevate anche bere? Be’ vedi un po’ tu: ok allora sono x in più, se portate il vostro catering va aggiunto l’affitto di una sala per loro perché la nostra cucina non la diamo; poi sono y per i tavoli, z per le sedie. Eh? Le sedie? Esiste un mondo che contempla l’affitto di tavoli senza sedie? Sì. Ostile.

     

    Perché a Milano ci sono “gli eventi” e si badi bene, io non ho nulla contro gli eventi, anzi. Ma come il rapace del serpente, L’Evento è il nemico naturale degli Sposi. Siccome ci sono migliaia di eventi all’anno, il mercato è fatto su quella base, su quelle cifre, su quello sport lì. Hai un millesimo del bugdet e un quinto della gente. Tu arrivi che sei vestito da sci e tutti quanti hanno polo bianca e racchette, niente campanacci e un signore che stizzito sollecita: “time!”. Non è un altro campionato, non è un altro sport: è un altro universo.

     

    Ci siamo convinti che una cosa a metà tra un rinfresco e un aperitivo sarebbe stato il giusto compromesso. Rinforzato. Cosa? No, dice, rinforzato. Ma rinforzato che? Cosa vuol dire? L’aperitivo è “rinforzato”; termine tecnico che fa ombra ad un mondo che prevede le seguenti frasi: “attenzione poi al drink table”, “poco finger”, “sì ma che almeno il welcome sia a vassoio”, guarda –il welcome- fallo un po’ come ti pare basta che mi dici quant’è.

    Perché di tutta quest’esperienza, al di là della parte sentimentale -che più vai avanti e più ti rendi conto che non frega niente a nessuno: è solo lavoro- porto a casa due cose interessanti. La prima è che “pagare è così dozzinale”, si nascondono tutti, nessuno parla mai di soldi, cosa vuoi che sia? Poi dopo si vedrà, poi si capirà, poi. Ma intanto non ti fanno lo sconto di 30 euro su 5 mila. Hai capito l’inghippo? Io compro due etti di prosciutto, loro due fette. La differenza sta in quel “ho fatto tre, che faccio, lascio?” io dico di “sì”, loro di no: insomma 30 euro sono trenta euro, a prescindere dal totale. La seconda è che se rinasco, rinasco quello lì che mi sconsiglia mise en plat vestito in lino bianco ed infradito testa di moro.

     

    Appunti per quell’altra vita che poi arriva e finalmente mi rilasso: poco finger.

    - Simone Tolomelli

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